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Pan per Focaccia

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Pan per Focaccia, un interessante comportamento che studiai quando frequentavo l’università. Pan per Focaccia era il termine con cui veniva tradotto l’esperimento americano che Anatol Rapoport propose nel 1980 come risposta all’esercizio del dilemma del prigioniero, una variante della teoria dei giochi che rese famoso John Nash premio Nobel per l’economia nel 1994 (per chi non se lo ricordasse è il protagonista dello splendido film sulla sua vita A beautiful mind con Russell Crowe).

Il dilemma del prigioniero è un classico della teoria dei giochi e coinvolge due soggetti le cui decisioni prese singolarmente sembrano essere efficaci per il decisore ma viste nel complesso sono disfunzionali per il gruppo e quindi anche per il decisore. In pratica la teoria dei giochi prevede come il comportamento del singolo possa in qualche modo influenzare il buon andamento della vita dell’intero gruppo (non me ne vogliano i tecnici della teoria dei giochi per la spiegazione frettolosa e sicuramente perfettibile). Il comportamento Pan per Focaccia sembra essere una valida risposta ai comportamenti distorsivi dei singoli e può essere utilizzato per la correzione delle relazioni non produttive all’interno dei gruppi sociali.

Le regole del Pan per Focaccia sono molto semplici. Posto un ambiente sociale cooperativo, come l’azienda o la società, se tutti cooperano non ci sono problemi, ma se qualcuno non coopera allora ci sono delle ritorsioni. Nella fattispecie abbiamo le seguenti condizioni:

  1. Se tu cooperi, io coopero;
  2. Se tu mi danneggi, io ti danneggio in maniera proporzionale al danno ricevuto (ritorsione commisurata);
  3. Dopo la ritorsione commisurata si ritorna ad un ambiente di equilibrio. Chi ha applicato la ritorsione perdona il torto e ritorna a collaborare con chi aveva creato il danno (e viceversa);
  4. Questi comportamenti (cooperazione, danno, ritorsione commisurata, perdono) possono riproporsi continuamente;

Una strategia semplice e interessante che funziona molto bene per spiegare alcuni atteggiamenti e per reagire ad alcuni comportamenti. Ad esempio concepisce come possibili atteggiamenti non cooperativi all’interno dei gruppi come scaricare sul collega parte delle proprie incombenze, fare tardi al lavoro, l’assenteismo… tutte condizioni che avvantaggiano il singolo ma che rendono più debole la struttura dell’azienda. Permette anche la presenza di azioni correttive come le sanzioni disciplinari, anche in questo caso è un elemento di cui tutti, almeno in maniera indiretta, abbiamo avuto esperienza.

Quando funziona:

L’atteggiamento Pan per Focaccia funziona nel caso in cui alcuni aspetti delle relazioni sociali vengono rispettati:

  • ci deve essere un ambiente collaborativo, socialmente unito;
  • l’ambiente sociale deve riconoscere che un determinato atteggiamento è controproducente per tutti;
  • ogni elemento del gruppo deve aver interiorizzato le regole interne;
  • ogni elemento deve avere possibilità, obbligo e assenza di remore nel denunciare o riprendere un comportamento errato;
  • deve esserci il modo di far rispettare le regole in maniera imparziale, indipendentemente da chi attacca e da chi risponde;
  • ci deve essere la capacità di perdonare e di ricominciare da capo come se nulla fosse;

Funziona quindi in ambienti socialmente evoluti, dove nessuno trova strategie per evitare, bypassare, cambiare, eliminare i regolamenti che prevedono una punizione per un comportamento corretto. Possiamo intuire che un ambiente sociale di questo tipo ha altre importanti caratteristiche come la condivisione degli intenti (leggi mission aziendale), una morale aziendale considerevolmente radicata, un’unità di gruppo di lavoro che prevede necessariamente una leadership influente ma non necessariamente accentrata e che ci sia una profonda responsabilizzazione dei dipendenti verso il proprio ruolo e il proprio dovere verso l’impresa. Condizioni di equilibrio sociale e lavorativo dove l’interesse personale, di qualunque tipo, è secondario rispetto a quello collettivo.

Quando non funziona:

Il Pan per Focaccia non funziona proprio quando vengono meno le condizioni basilari per la sua esistenza. Siamo cooperativi se vediamo soddisfatto un nostro bisogno o interesse, altrimenti non lo siamo. Ognuno cerca qualcosa, ognuno vuole vedere realizzato un desiderio, ognuno ha un obiettivo. Il Pan per Focaccia funziona quando gli obiettivi sono comuni e questi devono essere per forza gli stessi dell’azienda. Non è impossibile avere questa comunità di intenti ma è estremamente difficile creare un gruppo con gli stessi obiettivi ed è ancor più difficile che questi si mantengano immutati nel tempo o che cambino all’unisono quando l’azienda cambia strategia o modalità operative. Intervengono spesso altri fattori frenanti, come l’estrema difficoltà di uscire dalla propria zona di comfort che caratterizza l’essere umano e le euristiche di comportamento che ci portano a valutare come efficace un comportamento che invece non lo è affatto e i fattori personali. Dicevo, non è impossibile ma la genesi e il mantenimento di un gruppo sociale che applichi questo tipo di regole necessita di cure costanti, cosa che spesso non avviene perché le priorità sono altre.

Piero Vigutto

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