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Lo smart working che funziona

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Marco Bernardon è manager con esperienza internazionale ed è oggi responsabile HR Italia in CNH Industrial. Di lui avevamo parlato qualche tempo fa e in maniera chiara e semplice ci aveva esposto le sue idee in ambito HR. Quando prima dell’estate andai a trovarlo nella sede di CNH Industrial a Torino mi parlò del progetto di smart working che l’azienda aveva promosso e che con il team HR stava attuando come plus da offrire ai propri dipendenti. Ora quel progetto è diventato realtà.

Marco, iniziamo dall’articolo che è comparso su LinkedIn e che offriva una panoramica del progetto di alternanza scuola lavoro offerto dalla tua azienda.

L’alternanza scuola lavoro non è uno strumento nuovo per noi ma in questo caso abbiamo deciso di essere proattivi proponendo la nostra idea alle scuole. Sto parlando del progetto di coinvolgere istituti sparsi su una dozzina di territori diversi a cui abbiamo offerto di accompagnare i ragazzi di più classi nel rapporto con l’azienda. Un’esperienza diretta con il mondo impresa che abbiamo chiamato CNH experience, della durata di 3 anni. Lo scopo è far comprendere ai ragazzi le logiche di una grande azienda e proprio per questo abbiamo scelto di essere noi manager i docenti. L’obiettivo è quello di essere vicini al territorio in cui siamo presenti, per aiutare le scuole a rispettare le disposizioni di legge sull’alternanza ma anche per farci conoscere come CNH fin dalla terza superiore. Non nego che questo possa servire anche per trovare tra le fila dei ragazzi alcuni futuri talenti ma lo facciamo soprattutto per “seminare” le competenze e la cultura d’impresa.

Qual è lo scopo di questa iniziativa, a parte quelle che hai elencato?

E’ anche un’operazione di employer brandig, non lo nego, ma ha soprattutto lo scopo di aiutare il territorio. Sono convinto, e non solo io in CNH industrial, che l’azienda debba restituire al territorio quello che il territorio le dà. E poi è anche una questione di responsabilità personale, alcuni dei ragazzi che sono coinvolti nel progetto sono figli di nostri dipendenti e questo fortifica la fiducia e il senso di appartenenza all’azienda aiutando al contempo la scuola ad esser vicina al mondo del lavoro. I risultati sono interessanti ma siamo ancora all’inizio. L’impegno che questo progetto comporta è notevole in termini di tempo e di fatica, non è facile ma è entusiasmante.

Si parla parecchio di smart working, Cosa significa per voi questa parola?

Oltre ad aver attivato il “lavoro agile” per circa 3000 colleghi, Per noi smart working, oltre alla definizione classica, significa anche conf-location. E’ un progetto di cui l’azienda va particolarmente orgogliosa ed è finalizzato a far star meglio le persone che lavorano con noi. Abbiamo parecchie sedi in Italia e spesso il personale per raggiungere la sede di lavoro deve fare molti chilometri, anche se si tratta di uffici che si trovano dall’altro capo di una città come Torino. Abbiamo quindi pensato di rendere accessibili su prenotazione altre sedi diverse da quella attribuita. Il progetto per ora coinvolge Torino e al comune limitrofo di San Mauro ma stiamo lavorando per estenderlo anche alle altre sedi italiane. Per farlo dobbiamo ancora risolvere alcune criticità ma confido che a breve riusciremo a risolvere.
Per il dipendente questo significa un risparmio di tempo negli spostamenti, arrivare prima a casa e quindi più tempo da trascorrere in famiglia e da investire nei propri interessi, che sono un aspetto importante della propria vita. Per non parlare dei risparmi sul carburante e del positivo impatto ambientale dovuto al minore utilizzo delle auto. Insomma, stiamo applicando il lavoro agile nel suo concetto più ampio.

Avete messo in campo altre iniziative di questo tipo?

Negli ultimi anni abbiamo investito in alcune iniziative di servizio, come i servizi di delivery in azienda dove il dipendente può farsi recapitare il pacco o l’acquisto che ha fatto on line. Abbiamo delle convenzioni con alcune parafarmacie che recapitano i medicinali direttamente nella sede di chi ha fatto l’ordine. Un servizio di lavanderia. Il servizio dinner take away attraverso cui puoi ordinare la cena al ristorante aziendale e portartela a casa quando esci dall’ufficio e il book sharing tra dipendenti, uno scambio gratuito di libri che è un po’ la nostra biblioteca aziendale.

Quello che potrebbe obiettare il lettore è che CNH industrial è un’azienda multinazionale e quindi ha i capitali da investire in queste iniziative e che sono sicuramente fuori dalla portata di una PMI.

Ti stupirà ma tutte queste iniziative sono a costo zero perché sono attivate tramite convenzioni. Chiunque può farlo, anche una PMI, basta avere la buona volontà di investire un po’ di tempo. Se poi pensiamo che questi progetti possono avere un impatto sulla retention attraction del personale, soprattutto verso i più giovani, credo che anche le piccole imprese dovrebbero pensarci. L’impatto positivo di queste iniziative lo vediamo anche nelle relazioni con i colleghi da cui riceviamo i ringraziamenti e un feedback positivo anche da parte del sindacato che ci ha sempre appoggiato e ci dà il merito di un’iniziativa che piace.

Piero Vigutto

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