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Perché il fagiano finisce in pentola e la fagiana sopravvive

Vi siete mai chiesti perché il fagiano viene impallinato dai cacciatori? Charles Darwin se lo chiese e si diede una spiegazione semplice quanto efficace: perché è appariscente. Il piumaggio colorato attira l’attenzione dei cacciatori mentre quello bruno color del suolo della femmina la rende invisibile. 

Questo comportamento ad un occhio poco attento mostra un protagonista diverso da quello reale. Il fagiano viene notato perché si mette in mostra e distrae l’attenzione a vantaggio della femmina che non viene notata dal cacciatore, si prende il merito rischiando tutto, la fagiana sopravvive grazie al sacrificio del maschio. 

Siete d’accordo? Se avete detto di sì, avete sbagliato. Entrambe queste valutazioni sono centrate sui protagonisti e non sulla strategia nel suo complesso. In realtà il fagiano distrae il cacciatore mentre la femmina cerca di proteggere il suo nido. L’obiettivo generale, far sopravvivere i pulcini, viene perseguito da entrambi in maniera diversa utilizzando al meglio le proprie attitudini. Questo si chiama spirito di squadra. Come disse Julio Velasco un buon gruppo non è detto che sia una buona squadra. 

In un gruppo c’è unità d’intenti ma non c’è strategia comune e il fagiano viene premiato o impallinato perché è il più visibile. In una buona squadra tutti condividono la stessa strategia e ognuno fa il proprio dovere. La stessa cosa accade all’interno delle imprese, ad attirare l’attenzione sono generalmente gli uomini mentre le donne passano quasi sempre in secondo piano nonostante il notevole contributo che danno al buon andamento dell’impresa ma se il lavoro viene fatto bene significa che ognuno ha messo in campo le proprie capacità perseguendo lo stesso obiettivo.

Sia chiaro che non è mia intenzione paragonare alcuno ad un fagiano, i comportamenti sono comportamenti e vanno analizzati per quello che sono. Il vero fulcro dell’articolo, per chi non lo avesse capito, sono le competenze. Ciò che uno mostra di esprimere non sempre è quello che concretamente esprime. La competenza si valuta sui dati, l’ho già detto in un altro articolo, è il dato che ci mostra la fotografia corretta dell’azienda. Quindi, per concludere, non basatevi sull’apparenza ma sui risultati conseguiti e sulle proposte che vengono portate e sui progetti che vengono portati avanti, sulle relazioni create e sulla capacità di responsabilizzare i dipendenti e di creare altri leader. Il resto è fuffa.

Piero Vigutto

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