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#CoseDellAltroManager Le persone e le imprese del futuro con Paolo Gubitta

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Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno”, Università di Padova. Esperto di economia delle imprese e delle organizzazioni aziendali. Ha al suo attivo decine di pubblicazioni ed è uno dei massimi esperti di Piccola e Media impresa. Per #CoseDellAltroManager gli ho chiesto quali saranno i fattori che renderanno maggiormente competitive le imprese e le persone nel prossimo futuro.

Il virus ha cambiato il mondo economico, ma come? Paolo Gubitta risponde a questa domanda in maniera schietta ed analitica “Di certo non è tutto stravolto. Bisogna pensare che il virus ci ha messo davanti ad una valutazione dei mezzi che c’erano anche prima ma di cui solo ora ci siamo avvalsi. Il dopo virus prevederà la possibilità di scegliere tra smart working, presenza in azienda o un mix tra le due soluzioni”. Questo perché l’impatto sulle aziende è stato a macchia di leopardo sia riguardo ai settori, sia riguardo ai territori e quindi la risposta non può essere univoca ma verrà dettata dalle organizzazioni.

Di certo assisteremo a grandi cambiamenti nel mondo del lavoro, la capacità di far rendere un’impresa si giocherà anche su questo tema che possiamo dividere in tre punti.

Il primo è quello della convivenza di fatto tra le prassi di gestione prima dell’emergenza e le modalità nuove evidenziate attraverso lo smart working diventeranno normalità. Il lock down ci ha fatto capire che è definitivamente venuta meno la gestione coordinamento, comando e controllo. Le imprese hanno dovuto delegare dando fiducia al personale che lavorava da remoto. Sarà impossibile ritornare indietro verso un concetto di catena di comando che ha mostrato tutti i suoi limiti ben prima del virus.

Il secondo grande cambiamento riguarderà la collaborazione con gli altri. Abbiamo bisogno di altre professionalità, è diventato evidente che il “fare da soli” non trova più ragione d’essere ed è diventato impossibile stare sul mercato senza una sinergia efficace con gli altri saperi che in azienda troveranno sempre più spazio.

Terzo macro cambiamento riguarderà la dipendenza dalle catene globali del valore. Una grande riflessione dovrà essere fatta per riorganizzare la supply chain.

Su cosa dovremo puntare aziende e candidati per essere più competitivi nel mondo di domani? Paolo Gubitta è stato categorico “i datori di lavoro devono dare fiducia e i dipendenti se la devono meritare”, come declinare poi questo dipenderà da molti fattori. Credo che questo sarà uno dei temi fondamentali che le aziende e i dipendenti dovranno affrontare nel prossimo futuro.

Ma non è tutto qui, ovviamente, è bene che si punti anche su altri due aspetti che sono una coerente idea di sé e delle proprie capacità e una consapevolezza organizzativa ovvero la piena padronanza delle variabili che incidono su quello che devo fare e l’onestà di chiedere un supporto.

Cambiamento sembra essere quindi il mantra che accompagnerà il ritorno ad una normalità che ci è ancora sconosciuta perché diversa dalla normalità a cui eravamo abituati. In questo momento le imprese devono soffermarsi a valutare il contesto e le persone: quali sono le attività che è meglio svolgere in presenza altre invece in smart working? Quali saranno i nuovi sistemi di valutazione della performance applicabili al lavoro a distanza?

Il tema della valutazione è importante perché cambierà il rapporto con le persone e con il loro modo di lavorare perché non è detto che siamo tutti performanti in smart working così come non è detto che lo siamo in azienda. Potremmo scoprire che è meglio applicare un sistema o l’altro oppure di aver bisogno di un sistema ibrido smart working-lavoro in presenza. Il modo di lavorare cambierà, questo è certo, perché la via è stata tracciata e ora sta a noi percorrerla o restare fuori dai giochi.

Piero Vigutto

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