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Selezione: come comportarsi nella fase di chiusura

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La fase di chiusura. Alcuni suggerimenti per completare il percorso di selezione

Siamo arrivati quasi alla fine. Quando ritenete di aver raccolto tutte le informazioni che vi servono per la valutazione delle competenze del candidato, procedete con la fase di chiusura. Durante la fase di chiusura potete sviscerare le parti del colloquio che non sono state, a vostro parere, adeguatamente approfondite e rilasciare al candidato le informazioni riguardo alla figura ricercata (specifiche sulla mansione, al RAL – Reddito Annuale Lordo, gerarchia di riferimento) e chiudete la conversazione con qualche parola di congedo.

Terminate con: «Ha delle domande da farmi?»

Il candidato avrà sicuramente alcune curiosità. Soddisfatele fin dove vi è concesso

Il candidato avrà sicuramente alcune curiosità. Soddisfatele fin dove vi è concesso

Tra i possibili quesiti, il candidato potrebbe chiedervi quando potrà avere una risposta, domanda legittima ed indicativa dell’interesse che il soggetto manifesta verso il lavoro che gli state offrendo. È buona prassi dare sempre un feedback via mail o telefono anche se negativo. Diversamente, se non volete prendervi questo impegno, informatelo che se da lì a dieci giorni non riceverà alcuna comunicazione da parte vostra, significa che la scelta dell’azienda è ricaduta su qualcun altro.

Cercate di chiudere l’intervista lasciando sempre una buona impressione dell’azienda. Perché preoccuparci di questo? Perché sostanzialmente, qualunque sia l’esito del colloquio, è bene che chi esce dalla nostra azienda ne conservi un buon ricordo. Questo influenzerà positivamente l’Employer Branding ovvero la fidelizzazione selettiva del personale, uno strumento estremamente importante che serve a riflettere verso l’esterno un’immagine positiva dell’impresa. Ma a cosa serve nello specifico l’Employer Branding nella selezione del personale? Rispondo alla domanda con un’altra domanda? Andreste in vacanza in un hotel le cui recensioni sono negative? Sicuramente no. Allo stesso modo i talenti che voi state cercando per la vostra impresa, verranno attratti da brand a cui vengono associati commenti positivi. L’Employer Branding, se ben curato, è uno dei fattori di attrazione per i candidati che offrono un valore aggiunto per l’organizzazione di cui la “buona impressione” che lascerete durante l’intervista di selezione è solo una piccola componente, ma i grandi puzzle sono fatti da moltissimi tasselli, se ne trascurate uno la figura risulterà incompleta.

Un semplice caffè... molte risposteConcludo con un piccolo aneddoto personale. Negli anni che mi videro impegnato direttamente come selettore del personale, notai che una certa tensione accumunava tutti i candidati. Anche chi si dichiarava a proprio agio in realtà non lo era. È inevitabile che l’intervistato si senta sotto esame e cerchi di dare la migliore immagine di sé, chi cercando di ammaliare il selettore, chi compiacendolo, chi invece scegliendo manifestamente la “risposta giusta”. È una reazione psicologica naturale. Per aggirare le difese del candidato sviluppai una tecnica che ho chiamato “strategia della macchinetta del caffè” che consiste semplicemente nel concludere il colloquio offrendo al candidato un caffè o una bevanda. In realtà era solo una scusa per portarlo fuori dal contesto (setting) di selezione verso uno più confortevole. In un’altra stanza, di fronte ad un caffè, iniziavo a parlare del più e del meno, introducendo gli argomenti più disparati come il rapporto con i superiori o con i colleghi, la puntualità nella consegna delle commesse, la gestione dei clienti o dei fornitori, eccetera. Le mie affermazioni erano sempre generali, mai riferibili ad una specifica azienda e le chiudevo con affermazioni del tipo

«…sa come funzionano queste cose»

Oppure

«Sarà capitato anche a lei una situazione del genere…»

In quel contesto destrutturato, di fronte alla bevanda scura che evocava momenti conviviali tra amici, il candidato si dimenticava di avere di fronte un selettore rivelava particolari della vita lavorativa che mai e poi mai avrebbe messo in luce durante la precedente fase strutturata.

In questo modo potevo raccogliere ulteriori informazioni utili a completare il profilo del candidato.

Come unica controindicazioni ad un certo punto dovetti passare al decaffeinato.

Piero Vigutto

 

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