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Le risorse umane nell’economia moderna: siamo ancora nella preistoria

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Le risorse umane nell’economia moderna vengono spinte verso una competitività patologica che genera cortocircuiti comportamentali per l’impresa.

Le risorse umane nell’economia moderna vengono spinte verso comportamenti che non sono per nulla adattivi. A dirlo è il prof. Emilio Del Giudice, un fisico italiano che ha lavorato nel campo della materia condensata. E’ stato uno dei pionieri della teoria delle stringhe nei primi anni settanta e di lui ho scoperto un video in rete. Il professore è purtroppo scomparso nel 2014 ma le sue considerazioni accademicamente trasversali sono davvero interessanti.

Proviamo a riassumerle: esseri viventi ed economia sono sistemi che non potranno mai coesistere perché sono governati da leggi diverse. Gli esseri viventi hanno potuto sopravvivere perché governati dalle leggi della cooperazione. I sistemi economici sono governati della competizione che porta gli attori ad agire uno contro l’altro. Le risorse umane nell’economia moderna sono quindi parte di un sistema patologico alimentato dalla competizione. Per essere produttivi gli essere umani devono risuonare tra di loro, un concetto fisico che possiamo collegare al concetto di cooperazione. Siccome l’economia è basata sulla competizione, agli esseri umani viene impedito di risuonare (collaborare) e quindi di evolvere.

Perché il professore ha ragione:

Il prof. Del Giudice ha ragione perché a volte ci troviamo di fronte colleghi che non vogliono collaborare, per paura di essere “derubati” delle loro conoscenze o semplicemente perché sono centrati su sé stessi. Un articolo sulla questione lo scrissi qualche tempo fa dal titolo 10 tipologie (più una) di collaboratori da evitare. Capita anche di incappare in leader che si comportano poco come leader e molto come capi. Più attenti ad accumulare denaro che al lavoro di chi gli permette di accumulare il denaro. Una sorta di ego gigante che nulla vede oltre al proprio naso. Ma l’ego gigante non è proprio solo dei titolari. A volte lo riscontriamo anche tra colleghi invidiosi delle uniche caratteristiche veramente personali: quelle trasversali. Perché se le competenze tecniche possono essere acquisite con un percorso di studi o con l’esperienza, in un mondo in continua evoluzione saranno le competenze del futuro saranno quelle vincenti.

Perché il professore non ha ragione:

Non tutti i colleghi che abbiamo fanno parte della categoria “persone da evitare”. Molti sono gradevoli compagnie oltre che estremamente competenti. Il sistema economico lavora egregiamente in sistemi cooperativi, sia interni (tra dipendenti) sia esterni (aggregati di imprese). Un esempio lo trovate in un trafiletto dell’articolo La sicurezza parte già dai sintomi “Se Giulio Cesare riuscì ad attraversare il Reno per portare la guerra nella terra dei Germani, ce la fece solamente perché i suoi uomini costruirono per lui un immenso ponte di legno in pochi giorni”. Insieme si vince, ma si vince se ognuno fa il proprio dovere lavorando per la propria autodistruzione. Inutile anche il timore di essere “derubati” delle proprie conoscenze perché condividere le conoscenze è una strategia vincente come dimostrai nell’omonima analisi che feci qualche tempo fa.

Insomma, i professore, ha fatto una bella analisi ma non ha tenuto conto della variabilità dell’essere umano e del mutare dei tempi che sempre di più richiedono apertura mentale e comunicazione, strumenti fondamentali per gli HR Manager di domani, ma anche per leader e dipendenti.

Piero Vigutto

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