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E’ un mondo difficile

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E’ un mondo difficile / e vita intensa / felicità a momenti / e futuro incerto… sono le prime parole della famosa canzone di Tonino Carotone “Me cago en el amor”. E’ un po’ il riassunto di quello che sta accadendo ora con Greta Thunberg e la sua lotta per salvare il pianeta. Non voglio fare una battaglia ambientalista su queste pagine perché gli argomenti del blog sono altri ma trovo molta, moltissima attinenza con i comportamenti umani che riscontro in azienda.

Greta, una ragazzina di 16 anni con la sindrome di Asperger osannata da tanti criticata da altrettanti. Si batte per un mondo più pulito, per un futuro meno incerto, per una vita intensa e felicità più frequente. Dall’altra parte l’esercito dei “ma questa chi la manda?” o del “sì bella, ma tu cosa ci guadagni?” e che “la mamma ha scritto il libro, non lei” che se l’avessero davanti le sputerebbero in faccia manco avesse rubato in chiesa e che la epitetano con il nomignolo dispregiativo di gretina.

Io prendo appunti sull’umanità che nella risonanza dei media, e nel piccolo delle aziende, reitera continuamente i comportamenti che Le Bon aveva analizzato cento anni fa. Cento anni fa… mica l’altro ieri, e noi non siamo cambiati. Greta Thunberg vive la stessa situazione che vive il manager, il nuovo direttore commerciale, il capo squadra appena nominato: ma a te chi ti manda? Domanda a cui si potrebbe rispondere semplicemente con: “tu guardi l’albero e non vedi la foresta”. Per loro come per Greta si dimentica il progetto e si guarda allo strumento. Chi critica la ragazzina svedese è lo stesso che posta indignato sui social foto di spiagge piene di rifiuti, che orgogliosamente scrive di non aderire alla campagna di sostituzione dei sacchetti di plastica con quelli biodegrabili e pesa e prezza ogni singolo limone che compra, ma che allo stesso tempo altrettanto orgogliosamente ti dice che lui le cicche in spiaggia le raccoglie e le butta nel cestino, pure quelle degli altri. L’essere umano è capace di curiose contraddizioni in termini ed azioni. 

E’ un mondo difficile e siamo noi che lo rendiamo così. Siamo un crogiolo di contraddizioni. In azienda viene criticato il nuovo progetto prima di comprenderlo nei dettagli, prima ancora di conoscere gli obiettivi e le finalità, ma soprattutto se la prendono con qualunque loro simile che proponga azioni nuove cercando il pelo nell’uovo (a volte inventandoselo o mettendocelo) pur di dire la loro e, ovviamente, di scartare ogni cosa a priori.

E’ un mondo difficile. Greta viene criticata perché fa qualcosa per il pianeta come se fosse qualcosa che non ci riguarda, dimenticando che su questo pianeta ci stiamo anche noi e che ogni tentativo di migliorare la nostra casa è un vantaggio per tutti. Parimenti il manager viene criticato per le decisioni che prende e i progetti che propone, senza riflettere sul fatto che le decisioni e i progetti servono a salvare l’azienda in cui lavora anche il critico ad ogni costo.

E’ un mondo difficile, infatti non è detto che tutti i progetti e le decisioni portino a qualcosa di positivo. Però uno ci prova e se fallisce, almeno ci ha provato.

Piero Vigutto

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