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LinkedIn: il social network professionale che consta di due iscritti al secondo nel mondo e dieci milioni solo in italia. Da alcuni giorni circola in rete un’iniziativa: #GalateoLinkedIn.

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Di cosa si tratta? Ne ho parlato con Giada Susca – esperta di digital HR, Employer Branding e “Gestione Umana delle Risorse” – founder del progetto #GalateoLinkedIn.

Giada Susca una delle ideatrici e promotrici del progetto #GalateoLinkedIn


Ci racconti il titolo del progetto, perché GalateoLinkedin?

L’idea di redigere un Galateo nasce da un’analisi dei comportamenti sociali che si manifestano in rete. Le abitudini e i modi di agire ‘digitali’ sono poco controllati: gli strumenti di comunicazione permettono la costruzione di infinite possibilità, ma un uso non consapevole degli stessi può scatenare delle ripercussioni sulla reputazione sociale ed essere terreno fertile per comportamenti non condivisibili e pericolosi. È necessaria pertanto una forma di cultura e di educazione: da qui la nascita del progetto #GalateoLinkedIn, un’iniziativa volta a dar voce agli utilizzatori della piattaforma, che ha come scopo quello di rendere LinkedIn uno strumento di lavoro sempre più efficace, frutto del vissuto quotidiano delle persone.

#GalateoLinkedIn è il progetto di chi crede fortemente nel valore del network in quest’epoca così liquida, è l’iniziativa che interpreta un galateo come una terza via tra “queste son le regole” e “nessuna regola”.

Cosa vi ha spinto ad intraprendere questa iniziativa a titolo personale? Siete tutti professionisti impegnati in altro, corretto?

Corretto. Io e Valentina Marini, founder del progetto insieme a me, siamo due esperte di Digital HR ed Employer Branding, da sempre appassionate di tecnologia e social media. Per passione e professione abbiamo utilizzato la piattaforma LinkedIn come strumento di lavoro e, nel corso di questi anni di attivismo in rete, ci siamo sforzate di portare il nostro contributo per collaborare alla costruzione di un network costruttivo, volto allo scambio, al confronto e alla condivisione. A seguito della pubblicazione di un post, divenuto subito virale su LinkedIn, con Valentina ci siamo sentite in dovere di raccogliere i numerosissimi contributi nati dalla riflessione con l’obiettivo di generare un beneficio diffuso. Per questo motivo, abbiamo deciso di lanciare una survey on line disponibile per la compilazione fino al 28 febbraio che, in sole 24 ore, ha raggiunto una partecipazione di oltre 200 persone, provenienti da diversi settori professionali ma registrati sulla piattaforma LinkedIn sulla quale l’iniziativa è stata lanciata (in 15 giorni sono state superate le 700 compilazioni). Da quel momento si sono uniti a noi Federico OttGlobal HR, Elena Grandinettidigital marketing and communication specialist, Osvaldo DanziExecutive Recruiter, Social Media Recruiting Specialist – e Guglielmo Sandullo – esperto di grafica e sviluppo, che possiedono competenze diversificate, necessarie per poter osservare la realtà da differenti punti di vista. Ciò che ha dato vita a questo progetto è stato proprio il coinvolgimento delle persone che si sono sentite ingaggiate e hanno dato un senso alla nostra voglia di costruire il primo #GalateoLinkedIn.

Cosa volete ottenere?

Il nostro desiderio è quello di offrire alla rete un’occasione di riflessione su come costruire relazioni autentiche e di qualità. Il nostro obiettivo è creare una comunità di persone in grado di cogliere effettivamente i vantaggi di una relazione professionale, anche a distanza, anche in un mondo virtuale, ma non troppo, come Linkedin. Il progetto promuove un’idea fatta di efficienza d’uso, valorizzazione delle migliori pratiche, cultura del network. #GalateoLinkedIn crede nel networking che combina intelligenza relazionale, proattività e curiosità e offre opportunità per acquisire consapevolezza su questi aspetti. L’entusiasmo, la condivisione, e il desiderio di successo ispirano il nostro modo di essere e identificano le persone con le quali lavoriamo. #GalateoLinkedIn lega l’attivazione di stimoli di riflessione sul networking alla condivisione del benefico diffuso nella rete in cui opera.

Come pensate di farlo?

A seguito della survey on line di cui parlavo prima, il dibattito si sposterà offline: a Roma e a Milano stiamo organizzando due incontri in modalità brain storming, ma visto l’eco che questa iniziativa sta riscuotendo, abbiamo già in previsione altre città come Firenze, Bologna e Bari. Sono già molte le persone che si sono fatte coinvolgere nell’iniziativa: studenti e referenti aziendali, docenti universitari, opinion leader del web. Con questi presupposti creeremo un dialogo costruttivo, una sorta di “ponte” tra le diverse parti coinvolte, che ha nell’indipendenza il suo vero punto di forza. E poi ancora, raccolti ulteriori contributi emersi questa volta dai confronti faccia a faccia, scriveremo il #GalateoLinkedIn con l’idea di creare un prodotto editoriale nel quale far confluire i risultati della nostra analisi. Alcuni editori si sono già proposti per sostenere l’iniziativa.

Al di là del numero delle persone coinvolte, che mi sembra di capire sia importante, avete ricevuto feedback particolari dalla rete che ti va di condividere?

L’iniziativa personale è stato il miglior feedback ricevuto fino ad oggi. Professionisti, docenti universitari, direttori del personale, studenti, colleghi, hanno colto il senso della nostra azione ed hanno liberamente condiviso la nostra idea di progetto sui vari canali social, aiutandoci a dare eco a questa nostra sfida e sostenendoci in questo entusiasmante viaggio. Seguendo l’hashtag #GalateoLinkedIn potrai renderti conto di quello che sto dicendo.

Grazie per questa condivisione. Provo a farti un’ultima domanda più legata alla Vision. Tra 5 anni cosa ne sarà di questo progetto? E del vostro Team?

Mi piacerebbe innanzitutto non mettere la parola fine. E’ un progetto itinerante, in continua evoluzione, davvero sfidante e per il quale vale la pena investire. Le persone si sono sentite coinvolte e per me, e per la squadra che ad oggi sta lavorando alla costruzione di questo progetto, la parola ‘persona’ viene al primo posto. Questo è quello che mi realizza professionalmente e umanamente: il coinvolgimento che arriva dal contributo di tutti e che è in grado di far sentire tutti collaboratori di qualcosa di utile per la comunità di professionisti. Noi, ci stiamo provando e la partecipazione, risulta essere il requisito fondamentale. Tra cinque anni vorrei vedere un mondo “digitale” migliore costituito da persone responsabili e consapevoli dei loro comportamenti “digitali”.

Se anche tu vuoi partecipare, clicca su questo link e offri il tuo contributo a questo progetto

Piero Vigutto

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