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Il tempo che manca

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“Non ho tempo per…” ciò che sta dopo il “per” mettetecelo voi. Tempus fugit, tradotto letteralmente significa “il tempo fugge” da un verso delle Georgiche di Virgilio. Il tempo fugge ed è inarrestabile. A volte pensiamo di non averne a sufficienza e ci chiediamo come mai le altre persone riescano a fare tutto quello che fanno mentre noi non riusciamo a portare a termine che pochi task ogni giorno. Sembrano avere più tempo degli altri ma è una percezione distorta, tutti noi abbiamo la stessa quantità di tempo, 86400 secondi non uno di più non uno di meno.

Il tempo è forse il bene più prezioso che abbiamo, tuttavia non possiamo immagazzinarlo né rallentarlo. Non esistono banche del tempo, né luoghi segreti in cui permaniamo immutati perché siamo riusciti a fermarlo. Il tempo ha affascinato gli esseri umani da quando hanno avuto coscienza di esistere ed è la l’unica dimensione in cui ci spostiamo anche senza muoverci fisicamente. Come divenire nel tempo lo decidiamo noi e proprio qui sta uno dei vulnus che più di altri ci fa sprecare tempo: scegliere come divenire.

Divenire, ovvero mutare, cambiare, è un’attività che il tempo ci impone perché invecchiamo mentre attraversiamo gli anni. La questione però non è il cambiamento imposto, ma come riempiamo il cambiamento. Se è vero che il tempo non si può fermare, dobbiamo decidere in quali attività investire quegli 86400 secondi giornalieri e se escludiamo le attività necessarie (mangiare, bere, dormire, eccetera che poi altro non sono che i bisogni fisiologici di base), come impiegare il tempo che ci rimane lo dobbiamo decidere da soli. A questo proposito abbiamo tre possibilità: dedicarlo solo a noi stessi, dedicarlo a noi con gli altri o dedicarlo solo agli altri. Quale sarà la scelta migliore? Sulla base delle esigenze personali, lo decide il libero arbitrio che, a quanto pare, subisce alcune distorsioni sul percepito sociale. Vediamole insieme:

Il tempo che dedichiamo solo a noi stessi: è il tempo per noi, per il silenzio interiore, quello da dedicare alla riflessione, alla progettazione, all’organizzazione, alla gestione del sé. E’ il tempo che spesso ci manca perché abbiamo così tante cose da fare che mettiamo da parte le necessità personali per dedicarci ad altro. Una mancanza che ci fa desiderare di allontanarci dagli altri per dimorare sul cucuzzolo di una montagna come gli eremiti e gli asceti. Un desiderio estremo che non si traduce (quasi) mai in realtà. Un messaggio chiaro che la nostra mente ci sta mandando e che spesso rimane inascoltato;

Il tempo che dedichiamo a noi con gli altri: è indispensabile per condividere esperienze, idee, opinioni. E’ utile perché ci fa crescere come persone. E’ necessario per portare a termine un progetto, un’idea. E’ nutrimento reciproco che fa crescere il seme della relazione interpersonale, intellettuale, lavorativa, spirituale, di coppia, amicale. Pensiamo al tempo dedicato ad un genitore anziano o ad un figlio piccolo, entrambi hanno bisogno della nostra presenza e del nostro tempo. E’ l’attività dello stare insieme dove ognuno dedica all’altro il proprio tempo ricavandone il calore della relazione;

Dedicare tempo solo agli altri: può essere una scelta imposta dalle circostanze ma ben più spesso scegliamo di dedicare tempo agli altri solo perché dire di no ci sembra maleducato. Le frasi che lo contraddistinguono sono “Puoi farmi un favore…” oppure “Dammi una mano…” o anche “Avrei bisogno che lo facessi tu…” e il nostro cervello ci spinge ad accettare perché pensiamo che un No sarebbe poco educato ed inaccettabile. E’ questo l’investimento peggiore che possiamo fare ed è una nostra scelta;

L’investimento temporale peggiore che possiamo fare è quello di dedicare il nostro tempo ad attività che non ci interessano solamente per far contenti gli altri. Spesso diamo alle altre persone la colpa di questa nostra scelta ma in realtà l’altro non c’entra nulla, la responsabilità è tutta nostra. Siamo noi che scegliamo per noi stessi, siamo noi che decidiamo di dedicare tempo a qualcosa che non ci interessa solo perché pensiamo che l’altro si offenderebbe di fronte al nostro diniego. Ma anche questa è una proiezione mentale nostra. Nessuno si offenderà mai se useremo le parole giuste per declinare un invito o una richiesta. Se non vogliamo dedicare del tempo ad una certa attività, dobbiamo semplicemente esprimere il nostro dissenso nella maiera opportuna.

Il tempo non ci manca, manca la volontà di affermare che quel tempo è nostro e vogliamo disporne come crediamo. Se ci manca il tempo dobbiamo trovarlo, o meglio, lo dobbiamo organizzare suddividendolo tra noi e gli altri in maniera corretta senza farci mancare quello di cui abbiamo bisogno.

Piero Vigutto

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