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Le 5 caratteristiche del dipendente perfetto

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Il dipendente perfetto ha alcune specifiche caratteristiche. Un elenco per avere le risorse migliori in azienda

All'interno di una squadra, ogni membro deve essere attentamente selezionato

All’interno di una squadra, ogni membro deve essere attentamente selezionato

Personalmente uso Linkedin abbastanza frequentemente sia per motivi commerciali, che per informarmi sulle ultime novità ma anche per rimanere in contatto con i colleghi sparsi sul territorio italiano ed europeo. I primi di settembre del 2015 mi sono imbattuto in un articolo piuttosto interessante[1] lo lessi tutto e mi trovai completamente d’accordo con chi lo aveva scritto. Nell’incipit l’autore faceva alcune considerazione sulla longevità del proprio team. Sommando gli anni di permanenza interna all’azienda di tutti i suoi colleghi, diceva, si arrivava facilmente a molti decenni. Un segnale concreto della fedeltà alla mission e alla vision aziendale, che aveva creato notevole affiatamento e, oltre ad essere un ottimo termometro dalla loro capacità di fare squadra, aveva consolidato il team portandolo a raggiungere performance notevoli.

Tutte considerazioni interessanti. Qualunque società vorrebbe una squadra vincente, che raggiungesse gli obiettivi in poco tempo e che contribuisse in maniera fondamentale ai successi dell’impresa.

Ma quali erano le caratteristiche dei componenti di un team perfetto?

Per arrivare a creare una squadra ben affiatata, ci vuole una buona dose di lavoro e di determinazione e, non per ultima, una corretta selezione dei suoi componenti. Diventa quindi fondamentale procedere attraverso una corretta valutazione delle skills dei candidati.

Detto questo non abbiamo ancora risposto alla domanda principale: quali sono le caratteristiche dei componenti di un team perfetto?

Le conoscenze tecniche sono essenziali ma sono le componenti emotive e relazionali che fanno la differenza. Sono infatti queste ultime a garantire all’individuo un inserimento rapido e proficuo all’interno del team di lavoro. A parità di competenze tecniche sono le soft skills a dargli una marcia in più. Vediamo ora quali possono essere, senza comunque ritenere esaustivo l’elenco fornito:

Leadership: definibile come la capacità di gestire un team. Non è di certo una qualità che si impara facilmente. Schiacciare i propri collaboratori con il proprio ego o, al contrario, avere un carattere remissivo che impedisce la presa di decisione o di responsabilità, sono atteggiamenti discordanti con un ruolo direttivo. Non basta la formalità dell’incarico a definire un leader, egli è al contempo collaboratore, comunicatore, motivatore e si distingue per umanità ed autorevolezza.

Comfort: creare un legame forte attraverso la capacità che ogni collaboratore ha di creare il feeling necessario per mettere tutti gli altri a proprio agio. La genesi zona di comfort del team, diventa un collante potentissimo che lega i suoi membri e offre un naturale contesto di collaborazione e di sviluppo individuale e collettivo. Saper partecipare alla creazione di un positivo clima di gruppo è una delle capacità più interessanti di un candidato.

Collaborazione: la capacità di collaborare con altri individui fa del candidato in valutazione, un potenziale buon membro di un team di lavoro perché l’aumento della produttività e la soluzione dei problemi, richiede la collaborazione di tutti. Nessun obiettivo verrà mai raggiunto da un team di prime donne. Nessun risultato sarà ottimale se viene raggiunto da una squadra che vive male il rapporto tra i suoi membri.

Obiettivo: Il lavoro di squadra richiede una dedizione costantemente finalizzata al raggiungimento di un obiettivo comune, che bene si accorda con il candidato che riesce ad inserirsi facilmente all’interno di un gruppo precostituito, facendo proprie le esigenze dell’azienda ed offrendo il proprio contributo e le proprie esperienze per far si che il successo sia di tutti.

Diversità: La commistione culturale diventa un altro fattore importante di costruzione del team di lavoro. La diversità porta vantaggio e questo è stato osservato quasi duecento anni fa da Darwin[2] che descrisse come due piante[3], che definiremo A e B, occupavano due nicchie diverse dello stesso habitat (per esempio A cresceva fino a mille metri e non oltre questa quota, mentre B cresceva oltre i mille metri e non al di sotto) mentre una pianta, frutto dell’unione delle prime due, che chiameremo c = (A+B), occupava senza

Diversità

La diversità nella squadra significa ricevere risposte innovative e diverse da quelle abituali. Contributo indispensabile alla soluzione delle criticità interne

problemi gli habitat dei due genitori mostrando di avere caratteristiche migliori. La diversità interne al gruppo in termini di età, sesso, etnia ed esperienze, sono una sorta di lussureggiamento degli ibridi di tipo sociale. La diversità di idee e strumenti porta alla commistione e alla genesi di soluzioni nuove a problemi vecchi. Chi sa cogliere la differenza come vantaggio, avrà quindi un notevole valore aggiunto. La diversità porta cambiamento e, anche se è difficile da accettare, il cambiamento spesso porta miglioramento e progresso, quindi ad un vantaggio competitivo. Essere capace di lavorare in un’azienda multietnica o multiculturale, è una caratteristica che trascende dalla struttura del CV e dalle esperienze precedenti ma che è necessaria e funzionale al lavoro di squadra.

L’assunzione è, come abbiamo visto, il momento in cui l’azienda interiorizza non solo competenze e risorse, ma soprattutto persone che collaborino a traghettarla verso il futuro.

Le competenze tecniche si possono apprendere, ma altre, come quelle trasversali, sono ben più profonde e fanno parte dei tratti distintivi dell’individuo.

La prossima volta che selezioneremo i nostri futuri collaboratori, consideriamo la possibilità di valutare anche candidature che non hanno tutte le competenze tecniche, ma che possiedono le caratteristiche personali e personologiche sufficienti a gestire la posizione per cui si candidano.

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[1] Schwab-Pomerantz C., President, Charles Schwab Foundation & Senior Vice President, Why I Consider Candidates Who Might Not Be “Perfect” for the Job (Linkedin, 31/08/2015)

[2] Darwin C. L’origine delle specie (1859)

[3] L’eterosi in genetica è il fenomeno per cui gli ibridi tra due linee pure sono più vigorosi, resistenti e produttivi delle linee da cui derivano e viene anche detto “lussureggiamento degli ibridi

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