Via Monte Nero 12/2 33033 Codroipo (UD)   +39 349 326 7671
Address

Via Monte Nero 12/2 33033 Codroipo (UD) +39 349 326 7671

Open Hours

HR di domani: I consigli di Mirco Zin HR Manager di SAVIO Macchine Tessili

Laureato in giurisprudenza, dopo una esperienza come praticante procuratore presso uno studio legale di Pordenone, entra in SAVIO nella funzione del Personale e comincia a occuparsi di gestione del personale e di relazioni sindacali. Nella sua carriera ha seguito  formazione, selezione, gestione e sviluppo del personale fino a raggiungere il ruolo più alto, quello di Direttore del Personale del gruppo SAVIO Macchine Tessili S.p.A. Una lunga carriera quella di Mirco Zin che ha accompagnato la crescita dell’impresa: ad oggi conta circa 1500 persone distribuite tra la casa madre a Pordenone e le società controllate direttamente o indirettamente in Italia, Cina, India, Svizzera, Belgio, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania e Repubblica Ceca.

Quali sono secondo lei le caratteristiche dell’HR manager del futuro?

L’HR manager è come un ambasciatore, una figura di cerniera che opera al confine tra gli esseri umani (dipendenti) e l’azienda (organismo artificiale). Nel suo ruolo deve avere una certa autonomia e assumersi la responsabilità delle azioni che compie, risultando di esempio per gli altri. Deve riuscire a costruire ragioni di senso per motivare e coinvolgere il personale allo scopo di facilitare il raggiungimento degli obiettivi che l’azienda si propone. Per questo serve una visione a 360°, perché viviamo in un mondo in continuo mutamento e l’HR manager deve saper leggere le situazioni, valutare il contesto, anche nel suo evolvere, quindi deve saper rimanere al passo con le novità che man mano nascono e si sviluppano. I professionisti delle risorse umane non possono essere pigri: IoT, Big Data, Industry 4.0 stanno trasformando il mondo a una velocità più elevata rispetto al passato ed è sempre più difficile rimanere aggiornati. Contano quindi una giusta curiosità e la voglia di esplorare e sperimentare per riuscire ad apprezzare questi nuovi strumenti e le possibilità che ne derivano. Bisogna esercitare il proprio ruolo sempre in equilibrio precario, ricercando il consenso per intersezioni, praticando l’arte della contaminazione tra inclusione e integrazione dei nuovi assunti nel tessuto aziendale. Un altro punto interessante e attuale riguarda l’internazionalizzazione delle imprese. I contatti con i colleghi che stanno all’estero sono sempre più frequenti, quindi sono necessarie una buona conoscenza delle lingue straniere, apertura mentale e volontà di imparare, per riuscire ad affrontare le novità con il giusto approccio e senza preconcetti. Le capacità comunicative pertanto risultano sempre più importanti. Altro fronte su cui si confronta l’uomo del Personale riguarda le relazioni sindacali. I rapporti con i lavoratori stanno cambiando radicalmente, ma capita di doversi ancora confrontare con degli interlocutori sindacali che scelgono un approccio tradizionale per non scontentare la base e non perdere deleghe, soprattutto all’interno delle aziende. Peraltro ci sono anche delle eccezioni, più frequenti tra i delegati provinciali, che hanno rapporti più concreti con il mondo esterno, che è già mutato e quindi evitano certi approcci obsoleti che non funzionano più. Ci sono però delle novità e un esempio è l’innovativo CCNL dell’industria metalmeccanica che è partito da una proposta di Federmeccanica e alla fine è stato sottoscritto da tutte e tre le sigle sindacali. Anche su questo campo l’HR Manager di domani dovrà essere in grado di gestire queste mutate condizioni, sviluppando le relazioni interne e costruendo un rapporto più diretto con il personale.

Mi sta dicendo che le competenze trasversali del HR Manager saranno molto importanti?

Certamente, questo non esclude le competenze tecniche, ma il futuro responsabile del personale dovrà riuscire a creare e mantenere una

Mirco Zin è anche appassionato ciclista

rete di rapporti all’interno dell’impresa per far sì che ci siano spirito di gruppo e valori comuni: per fare questo è necessario comunicare e far comprendere le scelte non sempre facili che la Direzione a volte è costretta a prendere. Avere la capacità di rendere chiare le ragioni di certe decisioni permette di avere un seguito più convinto, imporle sarebbe solo una perdita di tempo. Non è un’attività semplice, vuol dire comunicare in modo chiaro, risolvere i problemi negoziando le soluzioni e questo significa dedicare tanto tempo per costruire relazioni efficaci e durature con il personale. Tempo che deve essere considerato un investimento che verrà ripagato sul lungo periodo dalla fiducia del dipendente: fiducia che è la base per un buon clima di relazioni interne. Tutte le competenze trasversali quindi saranno centrali per il responsabile del personale di domani.

Abbiamo accennato al CCNL per l’Industria Metalmeccanica. Parliamo di welfare.

Credo che il welfare sia una delle innovazioni importanti di questo contratto, che diventa una leva di gestione del personale e può avere una ricaduta interessante per la fidelizzazione dei dipendenti ed essere attrattiva per i candidati esterni all’azienda. In SAVIO siamo ancora a uno stato embrionale: per il 2017 abbiamo semplicemente convertito i 100 € di welfare in buoni spesa, una scelta tradizionale fatta seguendo una soluzione già applicata in altre realtà aziendali del territorio. Per i prossimi anni conto di riuscire a concordare una soluzione più interessante e integrata con il contratto di secondo livello che è attualmente in fase di rinnovo.

Qual è la percezione del personale verso tutte queste novità?

Gli approcci sono i più vari. C’è chi si documenta, chi si disinteressa e chi si fa trascinare e lascia decidere gli altri. Uno dei compiti del HR Manager è quello di portare le informazioni dentro l’azienda e diffonderle: per fare ciò deve coinvolgere i colleghi affinché si facciano promotori della diffusione delle informazioni. Allo stesso tempo deve convincere il sindacato ad ascoltare le società che offrono questi servizi facendo piano piano crescere la consapevolezza delle opportunità presenti in questo ambito. Non è facile perché si deve lavorare su più fronti, ma, quando si superano le iniziali resistenze, credo che la strada per arrivare a una conclusione positiva sia in discesa.

Si parla tanto di conflittualità dei millennials in azienda. Come gestite le nuove generazioni che entrano all’interno del gruppo SAVIO?

Salvo casi isolati gli inserimenti dei giovani si sono sempre dimostrati positivi, in particolare nelle aree tecniche. Le caratteristiche tecnologiche del prodotto SAVIO attraggono fortemente il neoassunto e stimolano la sua voglia di imparare permettendogli di sviluppare le competenze necessarie. Rispetto al passato i giovani di oggi sono più attenti a distinguere il tempo dedicato al lavoro da quello destinato al tempo libero: lo trovo corretto perché chi si dedica solamente al lavoro alla lunga rischia di diventare un disadattato. La dedizione totale all’azienda non esiste più, ma è meglio così perché ci devono essere degli interessi anche fuori dall’azienda. Questo però non significa che non si devono fare dei sacrifici per raggiungere dei risultati, perché senza impegno e determinazione è difficile crescere nella scala gerarchica aziendale; bisogna essere disponibili e assumersi delle responsabilità altrimenti non si fa carriera. Di questi tempi sembra che la maturità per gestire certi ruoli di responsabilità arrivi più tardi, ma è l’effetto di una trasformazione in atto nella società con un’adolescenza che si è allungata rispetto al passato e tutta una serie di scelte sono spostate in avanti. Alcuni giovani addirittura si adattano a una certa situazione, trovando probabilmente la loro comfort zone e sembrano smarrire la voglia di crescere e primeggiare o di raggiungere dei traguardi. Questo può anche essere la conseguenza di un rilassamento successivo alle tante difficoltà attraversate per raggiungere un posto di lavoro stabile. Il mio compito e far loro capire che la stabilità lavorativa devono crearsela incrementando di continuo la loro professionalità perché è l’unica garanzia per avere un lavoro futuro non precario. Di fronte a queste mie sollecitazioni le reazioni sono svariate, ma alcuni si dimostrano particolarmente recettivi e reagiscono in modo molto positivo.

Quali sono i piani di SAVIO per il prossimo futuro?

L’azienda sta diventando sempre più internazionale e sta allargando il suo perimetro di azione; è l’obiettivo che ci siamo dati per raggiungere dimensioni che ci consentano di continuare a essere una realtà importante nel futuro. In Italia siamo gli unici nel nostro settore, con Lonati di Brescia, a essere sopravvissuti e avere un respiro internazionale riconosciuto nel mondo meccanotessile. Abbiamo un vantaggio perché siamo in una zona di frontiera e nel nostro DNA c’è l’abitudine all’apertura verso il mondo, ma per certi versi sembriamo tentati dal voler tornare indietro culturalmente. Eravamo terra di emigrazione, ma il benessere sembra ci abbia resi più pigri. Riusciamo a reclutare personale non oltre i 20 km dalla nostra sede. Probabilmente è perché l’offerta di posti di lavoro nel territorio è comunque buona, ma in altre zone d’Italia c’è maggior disponibilità a spostarsi pur di crescere. La cultura del territorio dovrebbe ritornare quella di un tempo puntando meno alla comodità del lavoro vicino a casa e molto di più invece sulla crescita personale. Noi che facciamo questo lavoro sappiamo che l’esperienza diversificata è quella che ti garantisce un più facile ricollocamento nel caso in cui l’azienda entri in difficoltà. Questo passaggio deve essere recepito dai più giovani. Mi pare che in India si dica che la vita è divisa in tre parti: quando si è giovani si deve apprendere, quando si è maturi si deve capitalizzare quanto si è appreso e poi c’è il periodo in cui si deve restituire alla società quanto si è ricevuto in termini di crescita. Questa è una mia fissazione: credo di aver raggiunto quest’ultima fase e sento il dovere di dare un mio contributo restituendo, per quanto mi è possibile, quello che ho imparato per aiutare le generazioni future.

2 Recent Comments

  • alessandra
    9 novembre 2017

    apprendere.. capitalizzare.. RESTITUIRE… è inusuale un Hr manager che si “comporta” così, soprattutto che ” restituisce” tutto quanto il suo percorso di vita.
    Una vera sorpresa poter leggere i pensieri di Savio, persona di rilievo e stimata per il proprio impegno la propria tenacia.
    Facciamo tesoro di manager come questo: per il presente e soprattutto per il nostro futuro; restituire ciò che si è imparato è una dote di pochi.

    Reply
    • hro
      9 novembre 2017

      Concordo Alessandra, pensieri importanti e di peso quelli di Mirco Zin, che lasciano molto a chi li ascolta. La qualità del pensiero dà peso alla persona e il dott. Zin è una persona che vale la pena ascoltare perché con grande umiltà ha molto da insegnare.

      Reply

Leave a Reply