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Incentivi aziendali: Fringe Benefits e Perquisites

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Gli incentivi aziendali sono uno strumento importante di gestione del personale. Vediamo come usarli e per quali motivi

I fringe benefits e il perquisites che vengono concessi dal datore di lavoro al dipendente, possono essere ricondotti fiscalmente all’articolo 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)[1]. Essi riguardano esclusivamente il singolo beneficiario e vengono contrattati tra la DRU e il dipendente. Diversamente dalle condizioni di welfare aziendale non sono estesi alla collettività.

Essenzialmente la differenza tra i due riguarda la natura dei benefici:

  • Vengono definiti benefits o benefici accessori gli strumenti che hanno finalità previdenziali e assistenziali non immediatamente usufruibili dal destinatario, come ad esempio il piano pensionistico e le assicurazioni;
  • Vengono definiti perquisites i beni o i servizi di immediato utilizzo come i buoni pasto, il rimborso spese di rappresentanza, la carta di credito e corsi di aggiornamento;

La risposta che spesso viene data per prima dall’azienda, riguarda la sicurezza e la salubrità del posto di lavoro.

Ma quali sono i benefis e il perquisites più efficaci? Essenzialmente, anche in virtù di quanto precedentemente riferito, non esiste una risposta univoca. Affinché il dipendente attribuisca a queste misure un carattere di importanza, essi devono rispondere ad alcune caratteristiche:

  • Devono rispondere alle esigenze espresse dal destinatario e quindi possono variare da soggetto a soggetto;
  • Devono essere correlate ad un risultato misurabile e predeterminato;

benefits

In conclusione, le misure di welfare aziendale unitamente a quelle riferibili ai benefits e perquisites, condividono la capacità di aumentare il coinvolgimento del personale, portandolo ad identificarsi con l’azienda. Strumenti di coinvolgimento potenti ed a basso impatto economico relativo, ce ne sono molti.

La corporate social responsibility (o CSR: responsabilità sociale d’impresa), ad esempio, è uno di quelli. La CSR si compone di una serie di servizi che l’azienda può erogare per informare sulle proprie attività i lavoratori e gli altri stakeholder su come l’impresa intende rispondere alle problematiche di forte impatto sociale. Questo semplice documento chiarisce all’utente la posizione della struttura agendo come attrattore per i candidati ma anche come collante per i dipendenti che in essa si indentificano.

La compartecipazione dei dipendenti alle decisioni d’impresa, diventa anche essa uno strumento importante di coinvolgimento del dipendente che si sente responsabilizzato nei confronti della struttura e del gruppo.

In tutti i casi elencati abbiamo i seguenti risultati:

  • Incentivazione;
  • Lo sviluppo del capitale umano;
  • Miglioramento del clima organizzativo;
  • Maggiore qualità del lavoro;
  • Rafforzamento del legame tra impresa e collaboratori;

La conseguenza primaria è la diminuzione degli agenti stressogeni e quindi, oltre al rispetto di quanto indicato dal D.lgs. 81/08 in materia si stress lavoro-correlato, una migliore reattività alle esigenze dell’azienda e una maggiore produttività individuale e collettiva.

Gli strumenti disponibili sono molti. Per poterli applicare la DRU deve:

  1. Effettuare un’analisi dei bisogni espressi dal personale: ci sono molti strumenti open source disponibili in rete, adeguati ad effettuare indagini e raccolte dati senza aggravi di costi per l’impresa;
  2. Pianificare una azione rispondente ai desiderata che sia compatibile con il piano dei conti dell’impresa e le disponibilità di budget;
  3. Controllare che l’applicazione del piano di welfare aziendale continui a rispondere alle esigenze dei dipendenti;

Teniamo sempre presente che la risposta all’applicazione di piani di welfare aziendale più della concessione di benefits e perquisites individuali, sono strumenti che danno risultati in un periodi lunghi, ma una volta a regime, hanno un’azione estremamente positiva ed efficace sull’organizzazione in termini di motivazione, riduzione dello stress e produttività.

[1] L’articolo 51 del TUIR (DPR n.917/86), al co.1, afferma il principio di omnicomprensività della retribuzione da assoggettare a prelievo fiscale in qualità di reddito di lavoro dipendente. Tale principio inoltre si ricorda è applicabile anche a tutti i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ex art.50 Tuir: Stage, Co.Co.Pro, Co.Co.Co. etc.). “Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”.

Piero Vigutto

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