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The Rookie

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Il reverse mentoring è un tema sicuramente attuale e The Rookie è un film davvero divertente. Io rilancio con un classico del cinema hollywoodiano: The Rookie. Un bel film, datato sicuramente (1990), titolo italiano “La recluta” con Clint Eastwood e Charlie Sheen. Il rapporto tra i due è sicuramente molto complesso e difficile, sia per per la differenza di età che per i metodi molto spiccioli e violenti, quelli di Eastwood disapprovati dalla giovane recluta Sheen, desiderosa di emergere ma con molte lacune pratiche nel suo sapere teorico. Proprio per questo motivo fallirà un’operazione importante che metterà a repentaglio la vita del mentore. Anche questo è un film a tratti comico a tratti surreale (solo da bambino ho creduto che si potessero fare certi inseguimenti con le macchine in mezzo alla città affollata) ma di certo con una morale sottile che riguarda anche il lavoro e l’impresa. Il ruolo del mentore è difficile, insegnare, o meglio, far comprendere il senso del lavoro al di là di quelle che sono le operazioni del lavoro è un percorso in salita. Spesso non è neppure facile raccontare come si arriva ad un certo punto, ad un certo risultato, perché per arrivare a certe consapevolezze ci vogliono anni e per spiegarle ci vuole una certa capacità. Di contro pure l’apprendere è un’attività mica da poco. Ci vuole metodo, predisposizione, voglia, capacità di comprensione che spesso mancano. Ora, se io te lo chiedessi sono certo che indicheresti il primo, quello che insegna, come il mentore e il secondo, quello che impara, come la recluta. Se invece chiedessi quale dei due è il più anziano mi indicheresti di certo il mentore. Questo valeva un tempo, in una società liquida come la nostra, che richiede continuamente cambi di prospettiva non è detto che il mentore sia per forza il più anziano e non è detto che il ruolo sia “fisso”. Un esempio tra tutti chiarirà la situazione. I giovani sono digitali nati, i “diversamente” giovani hanno maturato un’esperienza più pratica. Entrambi possono essere il mentore dell’altro perché il giovane può scambiare la sua digitale confidenza con l’esperienza dell’altro; il diversamente giovane può scambiare  il suo sapere più pratico con la conoscenza dei device del più giovane. Entrambi sono reclute, entrambi mentori, entrambi beneficieranno delle conoscenze dell’altro e a guadagnarci saranno tutti. Ah, per tornare al nostro film, poi Charlie Sheen salverà Clint Eastwood in un rocambolesco inseguimento con immancabile sparatoria in cui Sheen rimarrà ferito. Al suo ritorno dall’ospedale dovrà formare una recluta, una ragazza, affidatagli da Eastwood che nel frattempo è stato promosso tenente. Tanto per non dimenticarci mai che se siamo reclute di qualcuno, possiamo essere benissimo il mentore di un altro. 

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