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Ieri e oggi. Cambiano le cose?

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Ho trovato una bella foto on line (che condivido qui sotto) e che mi ha fatto pensare a tutti quei lavori che una volta occupavano una grande quantità di manodopera e che, per l’evoluzione tecnologica, o sono spariti oppure sono cambiati tantissimo. Chissà cosa pensarono quelle persone quando vennero licenziate per quelli che ora vengono definiti motivi economici ovvero “(…) l’atto con il quale il datore di lavoro interrompe unilateralmente (cioè senza accordo da parte del lavoratore) il rapporto di lavoro con il dipendente per motivi che non riguardano il comportamento di quest’ultimo, ma per ragioni che riguardano la riorganizzazione aziendale.”

Il trattamento della cefalea a fine XIX secolo

Credo che per alcuni versi le considerazioni fossero le stesse di oggi: “E ora cosa farò?”, “Come sfamerò la mia famiglia?,” “Dopo anni e anni di duro lavoro e impegno giornaliero questo è il ringraziamento”. In una società basata sul lavoro manuale le persone che vedete qui sotto non hanno di certo avuto bisogno di personale specializzato per trovare un’altra occupazione. Per loro nessun servizio di outplacement né di ricollocamento professionale e neppure Agenzie per il Lavoro o Navigator. Oggi però è decisamente diverso.

La sveglia umana. In un tempo dove i cellulari non esistevano e gli orologi avevano un costo considerevole, le “sveglie umane” offrivano questo servizio a pagamento.

Il lampionaio era indispensabile per evitare che le città cadessero nelle tenebre e i cittadini preda dei criminali senza scrupoli che del buio hanno fatto la loro condizione di lavoro privilegiata. Oggi non esistono più perché l’elettricità ha reso obsoleti i lampioni a gas. Questo è un esempio di come un lavoro viene cancellato dalla tecnologia. Una tecnologia che oggi ci sembra ovvia ma che all’epoca non lo era affatto. All’epoca fu un cambiamento inaspettato che cancellò di colpo un’intera categoria professionale.

Il lampionaio in azione al tramonto. Accendeva i lampioni per rendere le strade più sicure e offriva un grande servizio alla cittadinanza

Nell’elenco dei lavori strani ma che esistevano annoveriamo quello del resurrezionista che operava ai limiti della legalità.  Il resurrezionista lavorava con il tacito consenso dei tutori della legge perché alla fine del XIX secolo in molti Paesi la dissezione del corpo umano era ancora vietata. L’unico corpo legalmente dissezionabile era quello del condannato a morte per atti feroci a cui si sommava anche la condanna alla dissezione. Quando le condanne capitali diminuirono alcuni fecero di necessità virtù e, armati di badile, riesumavano le salme degli innocenti per rivenderle più o meno segretamente alle università. Era a lui che gli scienziati, i ricercatori e gli studenti di medicina si affidavano per recuperare salme fresche da dissezionare per gli studi di anatomia. Oggi che la dissezione non è più un reato contro la morale, il resurrezionista non è più richiesto.

Macabro, sì. Ma se devi sfamare la famiglia…

Quello del resurrezionista è uno dei casi in cui i lavori scompaiono perché la morale e soprattutto le leggi sono cambiate con il tempo. Altri lavori invece sono scomparsi con l’avvento della tecnologia. E’ il caso del centralinista, un lavoro meno strano e soprattutto meno macabro di quello precedente ma che è stato cancellato dall’invenzione dei centralini automatici.

Il centralinista non esiste più

Non so per quale motivo invece si estinse la figura del lettore ingaggiato dalle aziende per intrattenere le persone che si occupavano di lavori ripetitivi. Questa è una delle attività che personalmente avrei ritenuto immortali perché di buone letture che stimolino la mente c’è sempre bisogno, e invece…

La morale è che, per un motivo o per l’altro, nessuno si salva dall’evoluzione del lavoro. Se oggi curate la cefalea con i migliori intrugli chimici e avete riso della prima foto che avete visto, ricordatevi che chi curava il mal di testa a suon di mazzate e preghiere ha sicuramente riso di coloro che sono venuti prima di loro. Se fino al secolo scorso i cambiamenti furono molto lenti, le professioni di oggi cambiano radicalmente in poco tempo. Durante il colloquio di lavoro moltissimi affermano che per quel che concerne il loro titolo di studio “All’epoca bastava così…”. All’epoca sì, oggi non più e lo stesso si può dire delle specializzazioni e della formazioni extrascolastica: quello che ci dà da mangiare oggi non ci sfamerà domani.

Alla serata udinese del #lavoronarrato l’AD di Bofrost Italia Gianluca Tesolin ci ha spiegato la sua personale teoria delle onde, valida per le imprese ma anche per gli esseri umani. Riassumo: ogni azienda deve cercare il cambiamento e sviluppare nuovi mercati non quando è in cima all’onda del successo, ma quando è a metà dell’onda ovvero quando il business va molto bene. Lo stesso vale per le persone: se investi su di te quando le cose iniziano ad andare male allora raccoglierai i frutti troppo tardi per avere un reale beneficio. Se invece investi su te stesso quando il tuo lavoro ti dà grandi soddisfazioni allora sarai pronto ad accogliere l’inevitabile cambiamento anche se repentino.

Piero Vigutto

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