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#30giorni1libro

Qui di seguito troverete alcune letture che mi sono piaciute o mi hanno particolarmente ispirato* e che voglio condividere con te che stai leggendo. Il progetto 30 giorni 1 libro nasce dal desiderio di dedicare quotidianamente il giusto tempo ad aprire la mente ad altre idee, ad altri autori, ad altre prospettive, una condizione indispensabile per chi vuole rimanere al passo con i tempi. Se pensi di non avere tempo, rifletti sul fatto che basta leggere 20 pagine al giorno, significa un investimento di circa 30 minuti, e alla fine di un anno avrai letto 7300 pagine che corrispondono a circa 12 libri di 350 pagine circa. 30 giorni 1 libro è un progetto a cui puoi partecipare anche tu. Condividi sui social la foto della copertina e una piccola recensione concludendo con #30giorni1libro. Diffondiamo la cultura del sapere, ne beneficeremo tutti.

*Nota: non percepisco denaro per la segnalazione di questi testi e la recensione pubblicata è frutto della mia personale opinione.

Jobber: Giocano a fare i Manager, poi si sbucciano le ginocchia.

di Matteo Fini (EducationFlow). Il libro di Matteo Fini è una raccolta di riflessioni nate dall’esperienza di vita vissuta, come direbbero qualche presentatore, che vi terranno incollati alle pagine per un paio di ore. Se bastano un paio di ore per terminare Jobber ve ne serviranno 48 per digerire i ricordi che vi verranno alla mente perché ognuno di noi ha visto e vissuto sulla propria pelle ben più d’una delle situazioni che Fini descrive a volte con ironia, a volta con sarcasmo, spesso con rabbia. Nelle due ore che impiegherete a leggerlo sorriderete amaramente, riderete di gusto e vi scapperà pure qualche imprecazione. Fini riesce con maestria ed intelligenza ad elencare le situazioni meno edificanti di cui spesso il management si rende protagonista infilando tra le righe anche dei suggerimenti frutto di buonsenso e di intelligenza. Per tutti questi motivi Jobber entra tra le letture consigliate di #30giorni1libro. 

Il libro potete trovarlo qui.

Indipendenti. Guida allo smart working

di Marco Bentivogli (Rubbettino). Al tempo delle battaglie tra le fazioni “smart working sì” e “smart working no” farebbe bene a tutti leggere questo libro. Difficile categorizzare l’ultima opera di Bentivogli perché se da un lato è un manuale che si distingue per la precisione dell’analisi della normativa e per la pianificazione di tutti i passi necessari per dotarsi di questa forma di lavoro, dall’altro è anche capace di rispondere ad una serie di domande che l’universo sociale aziendale si fa e sa farsi e a cui molto spesso proprietà, management e spesso anche gli HR non sono capaci di rispondere. Il libro è denso di considerazioni intelligentissime sulla gestione delle persone, delle loro paure e anche dei facili entusiasmi. L’autore analizza in maniera critica la normativa italiana confrontandola con quella europea, spacchettandola nei suoi punti essenziali e arrivando sempre a considerazioni concrete ed applicabili, un’attività, questa, che conferma la grande preparazione di Bentivogli e il desiderio di un miglioramento continuo dei luoghi di lavoro. Le pagine contengono anche indicazioni di tipo psicosociale che aiutano i protagonisti a governare il processo dal punto di vista umano. Per i timorosi: nonostante l’estrazione dell’autore il libro non è un manuale di tecniche di contrattazione sindacale né l’inno alla ribellione informatica al “padrone”, è semplicemente una guida chiara e sincera su un aspetto dell’attività produttiva, sia essa in ufficio o in fabbrica, rivolta al futuro e che unisce le parti sociali, fino ad ora spesso in contrapposizione, sul terreno della tecnologia che, ci piaccia o meno, un domani sarà presente nel lavoro di tutti.

Il libro potete trovarlo qui.

Selezioni Inumane: Il vero motivo per cui ti scartano

di Denis Murano e David Bonaventura (Amazon). Un libro scritto a quattro mani, da una parte Denis Murano (il dottor X) che abbiamo già conosciuto con “Risorse inumane” che spiega i retroscena delle selezioni del personale visti dal recruiter, dall’altra David che invece vive, spesso subisce, la selezione che nel racconto diventa “inumana”. Cosa penso del libro? Dissacrante, senza peli sulla lingua, sincero e che va dritto al motivo per cui è scritto: svelare i retroscena sconosciuti della selezione del personale. Gli autori, fin dalle primissime pagine, avvisano che questo libro ti farà incazzare. Devo dire che il libro mantiene la promessa. Personalmente ho fatto il recruiter per una decina di anni circa tra società di consulenza e aziende in cui ricoprivo la mansione di HR Manager ma mai, dico mai, ho usato i sistemi e le tecniche descritte nel libro e che ho conosciuto leggendo questo testo. Credo che il motivo sia da ricercare in una forma di ingenuità personale (integrità morale?) ma forse anche nelle strategie del Nord Est che sono decisamente diverse da quelle del Nord Ovest (Milano e Torino sono le città più citate). Un libro veloce da leggere ma non per questo leggero. Consiglio vivamente di approcciarlo seduti comodamente perché in più occasioni vi farà perdere la pazienza… forse il termine migliore è imbestialire. Quando lo terminerete tenete presente una cosa: di norma i recruiter sono brave persone. Il dott. X, alla fine, è una di queste..

Il libro potete trovarlo qui.

Legacy: 15 Lessons in Leadership: What the All Blacks Can Teach Us About the Business of Life

di James Kerr (Unknown). Un libro gradevole scritto in un inglese comprensibile e schietto, adatto anche ai non esperti praticanti della lingua e del gioco rugby. L’autore va a fondo della questione: come si fa di una squadra una grande squadra? Kerr, coach degli All Blacks la mitica squadra di rugby della Nuova Zenlanda che da anni stravince ogni competizione, famosi per la Haka spesso considerata semplicemente ma erroneamente la danza di guerra tipica del popolo Māori e che i giocatori danzano prima di ogni competizione, ripercorre e ricalca tutti i passaggi che hanno portato gli All Black dove sono ora. Punto per punto l’autore disegna le caratteristiche che sono diventate pietre miliari imprescindibili del team, partendo dalla considerazione che un gruppo di bravi giocatori non fa di una squadra una squadra vincente. C’è molto di mentale e poco di fisico in questo libro che si lascia leggere velocemente grazie alla scrittura sobria, diretta, gradevole e veloce, offrendo stimoli su cui riflettere e che si possono portare in azienda, perché in questo libro c’è molto della vita in azienda. Spiace constatare che il libro sia in pochi anni diventato punto di riferimento per improvvisati paraguru e psicocosi di turno che lo considerano una pietra miliare su cui basare interventi che hanno più della pranoterapia che della psicologia del lavoro. Legacy non è niente di tutto questo, è la descrizione di come si può applicare con successo la psicologia sociale e del lavoro sulle persone prima e sul team poi. Chiunque abbia un minimo di cultura aziendale seria sa che comunque sia non si può ottenere lo stesso successo replicando pedissequamente un progetto ma da ogni progetto si può imparare e lo si può riadattare al contesto in cui ci si trova ad operare.

Il libro potete trovarlo qui.

Cronache dall'Humanovirus: o di come ripensare la vita quotidiana

di Renato Pilutti (Amazon). Anche questo è un testo dall’attualità sconcertante che guarda al futuro, analizzando il passato e, al contempo, affondando le radici nel passato. Ci sono testi che sanno descrivere la realtà, altri sanno analizzare i contenuti del pensiero umano, altri ancora sanno descrivere l’evoluzione antropologico-sociale. Pochi sanno coniugare tutte e tre le cose in maniera così potente come riesce Renato Pilutti nel suo Cronache dall’humanovirus. La filosofia, assieme alla storia, sono costantemente presenti nel testo e sono le linee guida che conducono il discorso dell’autore che si affida al pensiero degli antichi e moderni pensatori per comprendere la società di oggi utilizzando un linguaggio semplice e al contempo ricco con cui guida il lettore in osservazioni argute sezionando la realtà in porzioni millimetriche scendendo a volte al micron e lo fa senza annoiare anzi strappando spesso un sorriso al lettore che riconosce nelle parole dell’autore un quadro sociale a volte desolante a volte divertente. 

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Smarting Up! La smart organization: una nuova relazione tra persona e organizzazione

di Alessandro Donadio (Franco Angeli Editore). Nel 2020 la pandemia ha portato alla luce le vere criticità delle organizzazioni che non sanno adattarsi a quello che accade e che per questo sono destinate a soccombere. La prima delle caratteristiche è quella della liquidità che racchiude in sé il saper adattarsi ai mutamenti imposti dall’ambiente in cui l’organizzazione si trova. Nel 2018 Alessandro Donadio aveva già previsto un sistema organizzativo antifragile, come lo descrive nelle pagine del suo libro facendo riferimento al famoso libro di Nassim Nicholas Taleb. Smarting Up! ha anticipato i contenuti di cui tanto si è dibattuto in questi mesi e che sono più che mai attuali descrivendo una #socialorg dalle caratteristiche ben definite nei pilastri che la reggono e che diventano essenziali nel rispondere ad un mondo in continuo mutamento. La lucidità con cui l’autore descrive in modo semplice il suo pensiero lineare non è seconda all’immediata attuabilità del modello organizzativo. Un libro che deve essere letto soprattutto da chi sta pensando di rinnovare il contesto lavorativo e le modalità organizzative.

Il libro potete trovarlo qui.

Risorse inumane. Diario segreto di un direttore del personale

di Denis Murano (Anteprima). Chi sia il dottor X, il protagonista del libro, nessuno lo sa. Di fatto non si sa neppure chi sia Denis Murano, che è lo pseudonimo dietro cui si nasconde l’autore, un direttore del personale (forse) talmente geloso del suo anonimato che se cercate su youtube le interviste che gli hanno fatto, ha sempre voce e faccia camuffata. Un libro spietato, a volte triste nella lucida declinazione delle logiche di gestione del personale che certe aziende hanno. Spesso impietoso nel descrivere il sentimento che anima il dottor X che, di fatto, odia le persone …ma solo alcune di loro. Un romanzo che fa riferimento a molti luoghi comuni, molti stereotipi con cui vengono descritti gli HR Manager e non solo. Pagine che indigneranno chi si occupa di persone ma che alle persone ci tiene e confermerà ciò che pensano molti candidati e dipendenti scontenti. Il mio personale giudizio è che è un romanzo in cui si gioca con i luoghi comuni, esacerbando volontariamente la descrizione dei rapporti con i colleghi e su questo ha giocato l’autore, come ha giocato con il suo anonimato perché, di fatto, lo sconosciuto Denis Murano potrebbe essere chiunque.

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Plant Revolution. Le piante hanno già infestato il nostro futuro.

di Stefano Mancuso (Giunti Editore). Si può imparare qualcosa sull’azienda leggendo un libro sulle piante? Ebbene sì, sicuramente non era l’intenzione di Stefano Mancuso quando ha scritto questo bellissimo libro che ho letto in tempo di vacanze estive e che mi ha aperto molti spiragli di riflessione. Corstruiamo sempre alle organizzazioni in maniera da renderle simili ad un animale ovvero con un corpo che risponde ad un cervello centrale però, scrive Mancuso, se il cervello va in tilt a rimetterci è il corpo intero. La composizione modulare delle piante invece rende evidente l’autonoma gestione delle parti che permette loro di sopravvivere anche se tagli una parte sostanziale di esse. La descrizione dell’apparato radicale poi apre molti spiragli di riflessione riguardo alla gestione dei gruppi di lavoro, dei progetti e delle persone. Leggete questo libro in ottica aziendale e rimarrete sorpresi dai capitoli che si riferiscono all’intelligenza diffusa e all’autonomia dei moduli sempre però orientati all’obiettivo dell’intero gruppo. Godetevi poi i capitoli che parlano solo di botanica in maniera semplice e gradevole sorridendo all’episodio in cui Mancuso parla della sua esperienza con il peperoncino.

Il libro potete trovarlo qui.

Il Lavoro Ben Fatto: Che cos’è, come si fa e perché può cambiare il mondo

di Vincenzo e Luca Moretti (Amazon). Ci sono dei libri che ti entrano dentro perché si leggono con la testa e con il cuore, questo è uno di quelli. Leggere il libro di Vincenzo e Luca Moretti è come andare a teatro ed ascoltare le narrazioni del protagonista mentre parla di sé, della sua infanzia, del rapporto con il padre e come questo, con il suo esempio quotidiano, abbia influenzato la nascita, la crescita e la declinazione del pensiero dell’autore, anzi, degli autori. Perché il bello del libro è anche questo, Vincenzo che parla del padre come l’uomo che gli ha insegnato che il lavoro ben fatto fa bene a chi lo fa e a chi lo riceve e Vincenzo, come padre, ha trasmesso questo pensiero al figlio che lo ha fatto suo si unisce nella narrazione. Il pensiero del lavoro ben fatto che diventa un movimento che coinvolge tante, tantissime persone, nella notte del #lavoronarrato, nel blog che Vincenzo cura su Nòva (Sole 24 Ore) che va sui social e che poi viene raccontato nel libro di una vita composto da tante meravigliose pagine che si leggono con gli occhi ma ti entrano nel cuore.

Il libro potete trovarlo qui.

Futuro + Umano. Quello che l'intelligenza artificiale non potrà mai darci

di Francesco Morace (EGEA). Morace sa analizzare l’attuale e si dimostra un abile narratore. Come pochi riesce ad interpretare i dati che raccoglie e dipingere con essi prospettive che, poi, negli anni si avverano. Nel libro Futuro + umano offre l’analisi delle direttive con cui poi descrive l’umano che non potrà mai essere sostituito dalla macchina: la sua imprevedibilità, il pensiero critico e l’immaginazione descrivono l’essere umano per quello che è, piacevolmente imperfetto. Curiosità, passione, capacità di cura sono le direttive su cui si fonda il futuro più umano a cui si aggiunge la favolosa capacità di risolvere gli imprevisti che le macchine non possiedono. Le soluzioni ai problemi non vengono definite dalla programmazione ma dall’incontro del principio speranza con il principio responsabilità. Sarà l’imperfezione dell’umano che spera e immagina a dipingere il futuro con tratti di imperfetta umanità che le macchine non potranno ma imitare. Il libro di Morace, che fa parte di una trilogia molto interessante, è una delle letture consigliate di quest’estate.

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Guida pratica all'Employer Branding: Teoria, dati e casi

di Giuseppe Caliccia (Franco Angeli Editore). L’autore ha l’intenzione palese di condurre il lettore verso l’applicazione di una strategia di employer branding e lo fa partendo proprio dalla base. L’intento palese è quello di educare alle corrette procedure di gestione di questa pratica per far diventare il luogo di lavoro una componente del brand aziendale. Dalle definizioni ai contenuti Caliccia conduce il lettore verso l’autonomia gestionale del processo di employer branding. I numerosi case studies e gli esempi rendono il manuale particolarmente fruibile e pratico, cosa che lo impreziosisce facendolo diventare uno strumento di lavoro utilizzabile passo passo anche dai neofiti. Il manuale entra a pieno titolo tra le letture consigliate della HR&O Consulting ma, conoscendo la casa editrice, non avevamo dubbi sulla qualità dei contenuti.

Il libro potete trovarlo qui.

Le armi della persuasione. Come e perché si finisce per dire di sì.

di Mats Alvesson e André Spicer (Raffaello Cortina Editore). Si potrebbe definire un manuale di management se non fosse che gli autori criticano i più diffusi stili di management o forse, proprio per questo motivo, il ibro di Alvesson e Spicer può considerarsi a pieno titolo IL manuale di management. Denso di esempi tra i quali chiunque abbia un minimo di esperienza in azienda riconoscerà alcuni comportamenti tipici delle organizzazioni e dei suoi membri. Parlo al plurale perché gli autori non criticano unicamente lo stile di leadership di un management spesso ottuso e privo di qualsivoglia apertura alle considerazioni dei sottoposti ma perché vengono descritti i comportamenti più ottusi dei dipendenti. Partendo dalla considerazione che molte aziende ritengono di esprimere la più fine intelligenza, gli autori non mancano di evidenziare atteggiamenti e idee che dimostrano l’esatto opposto. Senza risparmiare critiche a tutti i livelli aziendali, descrivono comportamenti che a lungo andare tendono a ritorcersi contro le persone e le organizzazioni. La lettura viene agevolata sia per la descrizione degli episodi realmente accaduti che hanno del paradossale e per questo strappano più di un sorriso al lettore, sia perché ogni capitolo si conclude con la “soluzione” ovvero una serie di suggerimenti che possono evitare di incorrere in decisioni catastrofiche date dalla stupidità funzionale.

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Il paradosso della stupidità. Il potere e le trappole della stupidità nel mondo del lavoro

di Robert B. Cialdini (Giunti). Il manuale di Cialdini entra meritatamente nelle letture consigliate anche se non è di certo una novità ma è un altro classico della letteratura. Il bello di questo libro è che l’autore espone sia le teorie che gli esempi pratici, in più di un’occasione descrive fatti veri che ha potuto osservare direttamente non in laboratorio ma in situazioni reali. Cialdini infatti dichiara in più occasioni che si è “infiltrato” in alcuni gruppi per poter osservare i comportamenti delle persone. Le considerazioni dell’autore non sono quindi accademiche e derivanti da sterili teorie ma si basano sull’osservazione empirica delle situazioni. L’autore elenca le principali strategie di cui siamo stati vittime e che ci hanno costretto ad accettare alcune condizioni magari non vantaggiose per noi o ad acquistare prodotti che non ci servivano. In più occasioni il lettore riconoscerà situazioni che ha vissuto direttamente. Il bello del libro sta anche nell’inserimento in ogni capitolo del paragrafo “Come dire di no” che ci aiuta a ragionare sul modo di riconoscere e controbattere a queste trappole mentali.

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Tecniche di memoria. Strategie ed esercizi di memoria per ricordare ogni cosa.

di Luca Alpini (Self Publishing). Il libro di Luca alpini promette di dare suggerimenti per ricordare ogni cosa e per farlo propone le tecniche più conosciute. Non promette magie né sortilegi ma chiarisce immediatamente che è l’esercizio della memoria a migliorarla. Gli esercizi sono esposti bene in qualche decina di pagine formato kindle che si leggono speditamente. Il modo di scrivere è fluente, i concetti sono espressi in modo chiaro. Le tecniche vengono descritte a partire dal capitolo 7, a partire da quella dei loci e delle mappe mentali che sono tra le più conosciute. Interessante la tecnica PAV (Paradosso Vivido Azione) che personalmente non conoscevo. Questo libro non vi risolverà la vita ma metterà un po’ di ordine nella vostra mente.

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La realtà inventata

di Paul Watzlawick (La Feltrinelli). Un classico della psicologia che mi sento di inserire tra le letture consigliate, un manuale che è per tutti e che spiega in modo semplice come funzionano alcuni schemi mentali (uno tra tutti quello delle profezie che si autodeterminano). Senza cadere del dogmatismo delle correnti psicologiche (il sottotitolo è “contributi al costruttivismo”), sono certo che il lettore converrà che questo è uno dei libri cardine per capire il mondo che ci circonda ma soprattutto l’altro da sé e il modo che questi ha per determinare la realtà che lo circonda. Riportando testi multidisciplinari l’autore risponde ai perché che molti di noi si sono posti arrivando ad accompagnare il lettore verso la conclusione più ovvia, ovvero che le realtà assolute non esistono. Questo è un libro che dovrebbe essere studiato da chiunque abbia a che fare con le persone. E’ sicuramente un testo complesso che nulla ha a chi vedere con i “one minute manager” che si trovano nelle stazioni dei treni o negli aeroporti ma solo le persone banali si accontentano di risposte banali, chi è davvero interessato alla complessità delle persone trova in questo moltissimi punti di riflessione e di approfondimento.

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Innovation manager. Disegnare e gestire l'innovazione in azienda

di Ivan Ortenzi (Franco Angeli Editore). Siete davvero pronti ad affrontare il cambiamento? Quali sono gli spazi che vengono riservati agli innovatori? Ma soprattutto, quali sono le strategie che intendete mettere in campo per guidare il cambiamento? L’atto di ribellione rispetto alla condizione attuale non è un momento di distacco dall’azienda ma è per essa un momento di crescita e di sviluppo. Nulla rimane immutato soprattutto se a mutare sono le condizioni in cui l’azienda vive, opera e, possibilmente, prospera. La ribellione però non può essere dirompente per l’ambiente ma deve essere capita, analizzata, convogliata ed usata per modificare lo status d’impresa (e anche delle persone) allo scopo di migliorare il gruppo portandolo verso uno sviluppo delle persone e un aumento della competitività. Il libro di Ivan Ortenzi delinea in maniera ragionata e in modo pratico quelle che sono le direttrici da seguire sia con le persone sia nelle strategie che, se applicate in maniera corretta, possono aiutare le persone, il team di lavoro e l’impresa ad uscire dalla staticità del “si è sempre fatto così”. Il libro contiene anche le interviste a CEO e consulenti che danno una dimensione ancor più pratica alla strategia di innovazione. Sicuramente un volume utile nella biblioteca di ogni manager perché può portare una ventata di freschezza nella stanza dei bottoni. Una visione filosofica che non risparmia nessuno perché tutti sono coinvolti nell’innovazione, ma che sia chiaro: l’innoformula non è per tutti, è per i coraggiosi e per chi è davvero innovatore.

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Contrordine compagni. Manuale di resistenza alla tecnofobia per la riscossa del lavoro dell'Italia

di Marco Bentivogli (Edizioni Rizzoli). La quarta rivoluzione raccontata dal sindacalista FIM CISL che da sempre si batte per descrivere una tecnologia amica, che non “ruba” il lavoro ma che aumenta le possibilità di impiego, che non è il Terminator di Schwarzenegger ma un modo per diminuire la fatica, non solo fisica, di alcune mansioni. Bentivogli esamina i dati e non si lascia prendere da contestazioni politiche, se non in ultima battuta, per spiegare la sua posizione e i dati gli danno ragione. I freddi numeri numeri dicono che i Paesi maggiormente avanzati dal punto di vista tecnologico (Giappone e Corea del Sud), quelli che hanno robotizzato più aziende, quelli che insegnano l’utilizzo di internet e delle sue potenzialità già alle elementari, sono quelli a maggiore occupazione. L’autore mostra chiaramente come la tecnofobia non aiuta nessuno, anzi è dannoso. Limitare l’utilizzo della tecnologia a favore di un ritorno all’antico concetto industriale di manodopera è semplicemente superato ed assurdo. Sempre attraverso i fatti Bentivogli dimostra come il concepire la tecnologia come amica possa nella maggior parte dei casi risolvere molti dei problemi sociali che trasciniamo avanti proprio perché la tecnologia è stata demonizzata. La vera scommessa non è quella di limitare l’uso delle macchine ma quella di potenziare l’uomo. Un breve assaggio dei contenuti li potete trovare in questo video TEDxRimini dove Bentivogli espone il suo concetto di lavoro e di fabbrica del futuro.

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Time management. Come organizzare al meglio la propria settimana di lavoro

di Marion E. Haynes (Edizioni Franco Angeli). Lo trovate sotto la voce “Cinquanta minuti – Le guide rapide d’autoformazione” del sito della casa editrice più famosa in Italia per la pubblicazione di testi scientifici. E’ davvero una guida veloce che offre spunti pratici per una migliore gestione del tempo. Ad onor del vero devo dire che mancano alcuni strumenti, tipo la matrice di Eisenhower, che possono essere parecchio utili nella gestione delle attività giornaliere. Altri strumenti sono più dedicati al manager e quindi poco usabili da chi non gestisce direttamente il proprio tempo. Tuttavia la maggior parte delle schede suggerite dall’autore sono un concreto aiuto a chi si approccia all’auto disciplina finalizzata al risparmio, anzi, all’ottimizzazione del tempo. Il valore aggiunto di questo libro è che ti costringe a ragionare sulle modalità di impiego del tempo, se letto nella prospettiva giusta non solo ti offre molti strumenti per riempire in maniera proficua le tue ore ma ti offre anche la possibilità di capire come redistribuirle per non farti mancare nulla dando il giusto peso a quello che effettivamente pesa e a ciò che è più leggero. Un altro fattore positivo di questo libro è che ti insegna ad organizzare l’utilizzo dei tuoi strumenti elettronici affinché da ausili importanti non diventino tiranni ladri di tempo.

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Della libertà

di Renato Pilutti (Edizioni Il Segno). Una lettura che, partendo dall’analisi dei filosofi antichi e moderni, ci conduce all’analisi specifica di un tema sempre attuale, quello della libertà dell’uomo. Il professor Renato Pilutti (di cui qui ho recensito anche Comunicare stanca) è filosofo pratico e teologo e ben conosce gli autori di cui tratta. Lo si vede da come riesce a sviscerare il concetto di libertà paragonando il pensiero dei vari filosofi che hanno portato al massimo livello l’intelletto umano e la dissertazione dell’argomento. Non mancano i paragoni tra i pensatori, non per mostrare chi di loro abbia maturato il concetto migliore, ma sempre con l’intento di aiutare il lettore a comprendere meglio l’argomento. Vi è un capitolo dedicato a Padre Corneli Fabro, conterraneo dell’autore e mio, fine pensatore, filosofo e teologo quasi sconosciuto al grande pubblico ma non per questo poco valido. Non mancano i riferimenti alla vita d’azienda, luogo che l’autore conosce molto bene perché è consulente per la gestione delle risorse umane di grandi gruppi aziendali. Molto bella la frase di Piero Calamandrei con cui l’autore inizia: “Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai”. Buona lettura.

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Un'arancia per due

di Renata Borgato (Edizioni Franco Angeli). Un libro interessante, che conduce il lettore attraverso la teoria ma soprattutto la tecnica. Molti, infatti, sono gli esercizi proposti dall’autrice che fanno sì che il lettore non si senta mai solo, mai in balia della pura teoria che, pur non mancando, non ruba mai la scena alla pratica che è il vero apporto che il libro dà al lettore. Vengono infatti proposti i testi degli esercizi (di molti ho riconosciuto le parole che ho letto durante gli assessment o i percorsi di formazione) preceduti da una scheda riassuntiva con tempi, difficoltà, obiettivi, e seguiti dallo schema di un briefing che il formatore può seguire dopo aver proposto l’esercizio per rendere l’aula consapevole degli obiettivi raggiunti. Il più preparato troverà alcuni passi troppo semplici, il neofita invece troverà una miniera di informazioni utili per iniziare la carriera da formatore o facilitatore.

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#CommunityManager

di Osvaldo Danzie e Giovanni Re (Edizioni Franco Angeli). Un libro davvero interessante, pieno di suggerimenti e di esempi su come costruire, gestire, mandre avanti una community on line (e off line). Community Manager spiega passo per passo come costruire una comunità di persone, senza omettere né le soddisfazioni né le criticità, offrendo moltissimi spunti e considerazioni. Già dal sommario si comprende la struttura asciutta e diretta che caratterizza il testo. I due autori si intervallano offrendo esempi di comunità di successo e storie di comunità che invece sono naufragate. Analizzano molto bene i passaggi necessari per arrivare a costruire una comunità che sia essa una comunità di pratica, una business community, una social community o una brand community. Gli autori offrono al lettore anche numerosi link da cui attingere documenti e idee per chi si vuole addentrare in questo tipo di attività. Consigliatissimo perché anche per i profani o per chi non intende diventare un community manager, il testo mostra il dietro le quinte che fa apprezzare ancor di più chi questo ruolo lo ha scelto per passione o come professione.

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Creatività e pensiero laterale

di Edward De Bono. Un classico della psicologia, un manuale che si legge con la facilità con cui si affronta un libro di narrativa ma dai contenuti decisamente più profondi. Esistono due forme di pensiero umano, il primo è quello logico deduttivo o razionale naturalmente strutturato nella nostra mente; il secondo è il pensiero laterale, che si può allenare e che offre soluzioni diverse da quelle “classiche” che ci offre la nostra mente. De Bono riesce a coinvolgere pure un neofita, a prenderlo per mano e ad illustrare tecniche e strategie di problem solving concrete dimostrando come il pensiero laterale offra soluzioni molto più interessanti rispetto al pensiero logico. Il bello di questo libro non risiede solamente nella sua semplicità e nella facilità di lettura, ma soprattutto gli esempi pratici di cui è intriso. Alla fine di ogni capitolo è dedicato uno spazio in cui l’autore mostra come mettere in pratica quanto appreso. Immancabile sulla scrivania di chi deve prendere decisioni ogni giorno. Vale la pena leggerlo.

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Vincere la paura in azienda

di Sergio Casella, edizioni Tecniche Nuove. Con i libri di management scritti fino ad ora si potrebbero riempire gli scantinati, tutte le mensole e gli scatoloni delle soffitte. Pochi di questi sono davvero incisivi. Pochissimi lasciano il segno e possono essere annoverati davvero come riferimento. Tra i libri di management che vale la pena leggere inserisco “Vincere la paura in azienda. Perché nelle aziende di successo le cose accadono” Questo è davvero un libro che ti riempie anima, cuore e cervello non solo perché è scritto in modo da essere comprensibile a tutti ma anche perché i numerosi aneddoti arricchiscono ancor di più la narrazione, la rendono dinamica e la contestualizzano dando al lettore altri spunti su cui riflettere. La paura in azienda blocca le decisioni, la cura delle persone stimola all’azione, all’innovazione, al progresso. Non a caso la Barry-Wehmiller qualche anno fa fatturava 600 milioni di dollari, oggi sei volte tanto. Un libro che descrive la filosofia di quell’azienda che è diventato, per manager e dipendenti, un modo di concepire le relazioni e il lavoro. Per tutti dovrebbe essere il modo di vivere il rapporto con gli altri.

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HRevolution

di Alessandro Donadio È raro trovare libri che diano davvero suggerimenti pratici sulla gestione delle risorse umane. Ancor più raro trovare testi che diano spunti di riflessione vera, senza la pretesa di insegnare qualcosa ma che sono stati scritti con il desiderio di divulgare un’idea. Il testo di Alessandro Donadio, HRevolution (Franco Angeli Editore) è uno di quei libri, rari come dicevo, che sanno trasmettere nozioni senza annoiare, idee senza imporle, pensieri che fanno riflettere, azioni pratiche che possono essere replicate nella quotidianità. Un manuale pratico con la giusta quantità di teoria. Un breviario che ti accompagna in profonde riflessioni verso un futuro d’impresa che per molti non è ancora stato scritto ma per altri ha fatto scuola. Bravo Alessandro.

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Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana

di Carlo M. Cipolla (Il Mulino). Libro fondamentale che dovrebbe stare nelle case di tutti, in bella vista, come monito al fatto che davanti alla stupidità umana non puoi abbassare la guardia. Lo affronterete con leggerezza trovando nelle pagine la descrizione di esperienze che purtroppo avete vissuto, descrizioni di persone che avete di certo incontrato e situazioni in cui sicuramente vi siete impantanati, non per causa vostra ma per causa di altri. Ebbene, il breve saggio di Cipolla, qualche decina di pagine in tutto, è sincero ma analitico, simpatico e al contempo serio, capace di descrivere la realtà dei fatti e delle persone con ironia ma con profondità analitica tanto da sembrare un saggio di psicologia antropologica ma scritto con la penna del buonsenso del “non-psicologo”. Infatti, mentre leggevo, ho immaginato l’autore allegro nel ricordare quanto aveva di certo vissuto sulla propria pelle, ma non troppo …proprio perché quelle esperienze le aveva vissute sulla propria pelle. Perché di una cosa si è certi, quando hai a che fare con uno stupido cercherai di prevenire le sue idiozie ed è qui che lo stupido ti stupirà, perché per quanti siano gli sforzi che potrai fare, lo stupido farà proprio quello che tu non ti aspetti. Il motivo? Leggete il libro, vale la pena.

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Novelle artigiane

di Vincenzo Moretti Poco meno di 200 pagine. Un viaggio onirico in cui ci si immerge seguendo le storie dei personaggi. Le loro parole mostrano il sentiero su cui Vincenzo Moretti si addentra, un sentiero lastricato con i pregi e difetti dell’uomo descritto attraverso spazi e dimensioni parallele che prendono forma e sostanza nel nostro mondo. Il racconto narrato prende forma dalle parole che padre e figlio si scambiano, e diventa un saggio breve sul lavoro ben fatto di cui Moretti fa una interessante narrazione non solo nel suo libro ma anche nel blog che tiene per Nòva de Il Sole 24 Ore. Come dice Donatella Lopez nella sua recensione il racconto diventa “Una dimensione dove cuore, confronto, ragione, dialettica e incontro tra generazioni, animano i protagonisti delle novelle“. Se pensate ad una narrazione fluida e densa di interessanti spunti di riflessione, che affronti il mondo del lavoro in maniera diversa, che parli della società e della sua evoluzione (facendoci pensare a vole alla sua involuzione), questo è il libro che fa per voi. Per la modalità con cui Moretti coinvolge il lettore, non si può dire che il suo sia un libro comune, anzi. In pratica, qualunque commento non prenderebbe in considerazione tutte le sfaccettature e le dimensioni che l’autore tratta. Per capirlo davvero va letto. Fino in fondo.

Il libro potete trovarlo qui.

Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi vent'anni

di Alec Ross È il best seller edito da Feltrinelli in cui l’autore mostra come la tecnologia cambierà la società in un futuro non lontano. Mentre nell’era agricola la materia prima era la terra, durante l’era industriale a farla da padrone era il ferro oggi la materia prima sono i dati, disponibili in grandi quantità, preziosi a tal punto da valere i miliardi di capitalizzazione di Google e fortemente impattanti sulla struttura della nostra società a tal punto che mentre un tempo erano le industrie e i capitali a modificare i loro impieghi in relazione alle condizioni politiche del territorio, oggi è l’utilizzo dei dati a modificare gli assetti geopolitici internazionali. Nato nel West Virginia l’autore statunitense, che è stato consulente per Hilary Clinton durante la presidenza di Obama, guida il lettore tra i meandri dei Big Data, l’avvento dei robot, il web come non lo avete mai considerato, l’utilizzo della nano tecnologia e della robotica che cambieranno radicalmente la nostra vita in un tempo assai più veloce di quello che riusciamo a concepire. Il mondo del lavoro verrà fortemente interessato da questo sviluppo tecnologico e dalla sua disponibilità a basso costo che spazzerà via, non è una considerazione originale, moltissimi posti di lavoro. Quello che è originale è il tono ottimistico con cui l’autore ne parla, che riesce a mostrarci il ruolo benefico che la tecnologia avrà sulla nostra società, ovviamente per chi saprà adattarsi e coglierne le occasioni. Un futuro da leggere nelle pagine scorrevoli e piene che Ross ci regala, un futuro descritto in maniera lucida da chi ha le conoscenze e le capacità di analizzare determinati contesti, un futuro che probabilmente è già oggi.

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Exponential organizations. Il futuro del business mondiale.

di Michael S. Malone, Salim Ismail e Yuri Van Geest In passato ci volevano vent’anni per creare un business da un miliardo di dollari. Groupon l’ha fatto in diciotto mesi. Quella che abbiamo davanti è una nuova tipologia di aziende: le «organizzazioni esponenziali», che polverizzano i tempi di crescita mediante le tecnologie, riducendo i costi in modo esponenziale. Se nel business la performance è la chiave principale di valutazione, negli ultimi cinque anni queste realtà emergenti hanno sconvolto i parametri abituali: operano online con accesso a banda larga, immensi capitali in crowdfunding, il cloud computing, la stampa 3D, i sensori, la biologia sintetica, e sfruttano complessi algoritmi elaborati attraverso l’Intelligenza artificiale e i Big Data. Non acquistano asset, ma fanno leva sulle idee e le iniziative delle community che le sostengono. Sono innovatori e cambiano le regole, al proprio interno come all’esterno, rivoluzionando interi mercati.” Inizia così il libro di Michael S. Malone, Salim Ismail e Yuri Van Geest nelle cui pagine troviamo descritte le caratteristiche delle organizzazioni esponenziali, o ExO, quelle aziende che hanno saputo sviluppare idee crescendo in maniera esponenziale in termini di prodotto, innovazione, dipendenti, idee e non per ultimo, fatturato. Vale la pena tuffarsi dentro per seguire il pensiero degli autori che regalano al lettore spunti non indifferenti ed idee applicabili nella propria impresa.

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Mediocrazia

di Alain Deneault Ci sono libri in cui inciampi quasi per caso, quelli che kindle o Amazon ti propongono perché secondo il loro algoritmo potrebbero piacerti. Ci sono libri che ti attirano, per la copertina o per il titolo ancor prima dei contenuti. Poi leggi la quarta di copertina e scopri che l’argomento trattato potrebbe davvero incontrare i tuoi interessi. Ecco questo è il caso di La Mediocrazia di Alain Deneault che quando ha pubblicato il suo saggio non pensava di arrivare tra i best seller mondiali. “Non c’è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all’incendio del Reichstag, e l’incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l’assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere” l’autore canadese inizia così a spiegare perché un tempo i mediocri si facevano strada con gli intrighi mentre oggi proliferano ovunque spacciandosi per esperti, e non v’è campo in cui non trovino il modo di arrampicarsi verso il vertice appiattendo verso il basso i gruppi di lavoro oppure eliminando i migliori perché visti come antagonisti insuperabili. Del resto il mediocre ha poche armi a suo vantaggio: la possibilità di parlare alle pance, la diffamazione del migliore, l’esaltazione del nulla. Nulla come quello che riesce a proporre. Un’analisi spietata quella dell’autore ma che fa riflettere proprio perché intercetta un malessere diffuso, quello di coloro che hanno ogni giorno a che fare con i mediocri.

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Il capo e la Folla

di Emilio Gentile Un testo splendido e scorrevole nella lettura adatto agli appassionati di storia, filosofia, sociologia, psicologia e leadership perché questo testo condensa nelle sue pagine uno spaccato dell’evoluzione della nostra società dagli antichi greci al giorno d’oggi alla ricerca della genesi della Democrazia Recitativa. Il libro ripercorre eventi storici citando sobriamente il pensiero dei filosofi che hanno ben descritto il modo che la folla aveva ed ha di concepire il proprio capo. Gli appassionati di leadership troveranno nelle sue pagine molti spunti di riflessione che si uniranno agevolmente tra di loro creando il disegno che l’autore vuole dipingere. Gli appassionati di storia troveranno un testo scevro da ogni considerazione personale, con citazioni storiche note e meno note che accompagneranno il lettore durante la scoperta di una visione diversa dei fatti.

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La morale aziendale

di Sergio Casella Invito tutti a leggere questo magnifico libro scritto dal manager di lungo corso Sergio Casella, un testo che apre la mente sulla gestione del rapporto con il collaboratore con cui si condivide tutto, a cui ci si riferisce come persona, che si coinvolge nella vita d’azienda perché “il leader morale condivide ciò che ha, senza la paura di perdere niente, con la sicurezza che riceverà indietro molto più di quello che ha dato. Il leader morale è senza paura e sa che, prendendosi cura degli altri, proteggendoli, facendoli crescere, cresce lui stesso. Non perde nulla, anzi, ne è arricchito” Leader di oggi, state attenti ai valori che trasmettete ai leader di domani, perché essi governeranno il mondo in cui vivremo.

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Il cigno Nero ovvero come l’improbabile governa la nostra vita

di Nassim Nicholas Taleb L’autore libanese è, come dice lui, un ex broker finanziario prestato alla filosofica. Unisce conoscenze di filosofia, psicologia, matematica, statistica e storia per spiegarci come pur avendo la percezione di un completo controllo della nostra vita, essa è invece governata da leggi che per noi sono incomprensibili… fino a quando non ce le spiegano e anche dopo la chiara ed esplicita spiegazione dell’autore, vi troverete a chiedervi se ha ragione oppure no, se le considerazioni sono plausibili oppure ci sono alternative che non sono state considerate. Il libro vi porterà a vedere le cose da una prospettiva nuova, diversa, con sfaccettature che non avevate considerato ma le parole scorreranno veloci ed avrete il desiderio costante di voltare pagina per sapere per quale motivo ci comportiamo come tacchini o quale valore ha una scelta piuttosto che un’altra o anche perché i primi coloni americani si sorpresero di fronte ad un cigno nero. La teoria del caos, the butterfly effect, l’attrattore di Lorenz, la teoria dei giochi che ogni accademico vi spiegherebbe in maniera complicata, sono argomenti che vengono trattati dall’autore in maniera naturale e semplice, entreranno nelle vostre menti che vi costringeranno a vedere tutto quello che vi accade con un’ottica diversa.

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Audaci visionari - Come gli imprenditori fondano aziende, generano fiducia e creano ricchezza

di Ray Smilor è un libro di Ray Smilor, nel quale vengono raccontati tra aneddoti e considerazioni davvero interessanti, quali sono le caratteristiche di un buon imprenditore. Potrei riassumerle in poche parole: visione, sogno, perseveranza ma che, ovviamente, non sono sufficienti per condensare la piacevolezza delle pagine. Il libro scivola via velocemente tra riflessioni e racconti di vita vissuta e reale. Quelle che vengono descritte sono storie di imprenditori, uomini e donne che, per realizzare un sogno, hanno affrontato difficoltà che a volte sembravano insormontabili. Alcuni ce l’hanno fatta, altri no. Il bello di questo libro è proprio questo: l’autore mette di fronte al lettore la dura realtà, senza condirla di assurde promesse di ricchezza e successo, come troppo spesso si trova in assurdi testi motivazionali che molto hanno a che fare con il desiderio di vendere e poco con l’imprenditoria. Il messaggio finale è però molto importante: qualunque cosa accada, che tu riesca o tu fallisca, non smettere di credere in te stesso.

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Psicologia delle Folle

di Gustav Le Bon (1895) è un bel libro, sempre attuale. Molti si chiederanno quale attinenza abbia con la psicologia del lavoro e delle organizzazione o con la gestione del personale. Credo che molti siano i punti in comune. Del resto un team di lavoro cos’altro è se non una piccola, grande folla? Questo libro è un must per chi è appassionato di sistemi di gestione delle risorse umane ma anche per i team leader a tutti i livelli che vogliono avere qualche strumento in più per comprendere le scelte e gli atteggiamenti dei sottoposti e, perché no, per riuscire a gestirli al meglio. La lettura, ovviamente, deve essere critica e contestualizzata. Non tutti i capitoli sono riferibili alla gestione del personale, tuttavia anche quelli meno correlati offrono uno spunto di riflessione non indifferente.

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Comunicare stanca (chi comunica e chi ascolta) note per un contro-manuale del capo

di Renato Pilutti, edizioni il Segno Un libro diverso da quelli che si trovano nelle stazioni dei treni e che banalizzano suggerimenti pseudopratici per gli aspiranti comunicatori o leader di domani. L’opera di Renato Pilutti (teologo sistematico PhD, consulente di direzione in aziende nazionali e multinazionali e filosofo pratico di Phronesis e presidente e garante di vari Organi di Vigilanza aziendali ex D.Lgs. 231/01 nonché autore di diversi volumi e docente presso atenei statali e pontifici) e Romano Frè (esperto conoscitore della comunicazione fidelizzante e persuasiva che ha ricoperto importanti cariche manageriali nelle aree vendite e coordina progetti di Sales Academy e Team Building) si connota, appunto, per essere un contro-manuale ben diverso dagli inutili decaloghi a cui mi riferivo poc’anzi. Le sue 100 e poco più pagine sono scorrevoli e piacevoli, ma altrettanto dense di riflessioni su concetti importanti, primo tra tutti quello della comunicazione di cui Pilutti e Frè hanno saputo descrivere quella che è la vera dimensione offrendo consigli e spunti di riflessione importanti a chi ricopre incarichi direttivi a vari livelli ma anche a chi vuole semplicemente approfondire questi argomenti lontano dalle speculazioni commerciali che caratterizzano certi libri di cui possiamo tranquillamente fare a meno. Bello il passaggio sulla gestione della leadership e soprattutto quello sulla fuzzy leadership ovvero il bisogno per il leader di un confronto fuori dagli schemi per avere una visione disinteressata. Gli autori offrono anche preziosi consigli sulla gestione dello stress per migliorare la performance. Un contro-manuale capace di dare oltre agli spunti di riflessione, anche strumenti pratici da usare ogni giorno.

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Gestire con le emozioni

di Franco Tartaglia, edizioni Franco Angeli. L’autore si rivolge ai responsabili di tutti i livelli, mostrando come la valorizzazione delle persone e il loro coinvolgimento sia cruciale per far emergere, sviluppare ed esprimere le potenzialità dei dipendenti. Ma quali sono le competenze necessarie al leader? Strano a dirsi, ma neppure molto, sono quasi tutte le soft skills che ho elencato nel precedente articolo “Le competenze del futuro. Quali saranno quelle vincenti?” a cui si aggiungono i fattori emotivi: empatia, relazionalità, emozioni e sentimenti. Del resto le relazioni interpersonali, i processi di apprendimento, lo sviluppo del potenziale, la gestione del personale, il miglioramento del clima interno non passa proprio dalla capacità del leader di gestire correttamente e di esprimere le proprie competenze trasversali?

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Smart working. Come si fa lo smart worker?

Parliamo di Smart working. In questo periodo sto leggendo “In-Dipendenti” di Marco Bentivogli di cui non anticipo nulla, verrete a sapere tutto dalla rubrica #30giorni1libro. Comunque sia, sono mesi che si parla di

Adesso basta! Mollo tutto e faccio quello che voglio

Oggi parliamo con Simone Perotti conosciuto come l”autore di “Adesso basta! Lasciare il lavoro e cambiare vita, filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta”. Lo incontriamo 10 anni dopo la sua scelta radicale: lasciare tutto e vivere la vita che

Smart Working. Non solo per privilegiati

Vorrei condividere una riflessione sullo smart working, parola che ci accompagna ormai da mesi e che ormai è entrata a far parte di ogni discussione sul mondo del lavoro. Lo smart working sembra anche essere uno strumento che privilegia una casta di

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